10/2/2006 ore: 11:30
"Cgil" Decolla il sindacato dei precari (1)
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Pagina 37 - Economia Viaggio nella Cgil Roberto Mania Qui, invece, si scade anche da sindacalisti. ?Perch?, sapete, anch?io non so se sar? confermato?, dice, al termine del suo intervento, il delegato Michael Paterna che viene da una fabbrica metalmeccanica di Forl? dove - racconta - ?per la prima volta il sindacato dei lavoratori atipici ha fatto un?assemblea?. Una conquista. Qui ciascuno porta la sua esperienza un po? da lavoratore, un po? da sindacalista, ma sempre da outsider. E sembra di essere tornati indietro a tanti decenni fa, quasi agli albori dell?attivit? sindacale. ?Sono qui, ma sono ?clandestino??, dice Antonio Damiano, co. co. co del Formez di Pozzuoli da cinque anni ma ?ora senza contratto?. A delegarlo ? stata l?assemblea dei lavoratori, ma nessun contratto o accordo collettivo prevede i suoi diritti sindacali. Nidil ? l?ultima categoria nata nella casa della centenaria Cgil. E? arrivata nel 2002. Questo ? il suo secondo congresso: in quattro anni gli iscritti sono aumentati del 90%, sfiorando quota 22 mila. Il gruppo dirigente ? giovane, per il 54% ? sotto i 40 anni; quasi il 53% ? donna. L?acronimo sta per ?Nuove identit? di lavoro?. Il quale, pi? che il sindacato dei nuovi lavori, tende a richiamare un analgesico o una marca di detersivi. Un buon pubblicitario avrebbe fatto di meglio. Tant??. Questo ? un sindacato atipico. Fino al punto che - spiega Daniele Bordigoni, 32 anni, met? procuratore legale (quasi avvocato), met? sindacalista di Nidil a La Spezia - ?siamo l?unico sindacato che ? contento di perdere iscritti?. A favore, s?intende, di altre categorie. ?Perch? - aggiunge - se si ottiene il risultato, il lavoratore passa ad altri?. Dove il ?risultato? ? la stabilizzazione del rapporto di lavoro, ? il lavoro standard, dentro la cittadella, sempre pi? stretta, dei garantiti. Bordigoni ? stato obiettore di coscienza ed ? entrato alla Cgil attraverso il servizio civile. Poi ci ? rimasto. E racconta delle prime - quattro anni fa - riunioni ?carbonare? alla Camera del lavoro della sua citt? per aggregare simpatizzati e poi iscritti. Perch? ? difficile fare proselitismo quando spesso manca anche un luogo fisico comune dove si svolge il lavoro degli ?invisibili?, come si intitola la mostra fotografica allestita accanto alla sala del congresso. ?All?inizio - aggiunge Bordigoni - , tra i lavoratori atipici c?era anche qualche timore ad avvicinarsi al sindacato. Chi lo faceva, lo faceva soprattutto per trovare informazioni utili. Ora c?? la tendenza a cercare il sindacato. Insomma da sportello informativo a soggetto contrattuale?. Ma quale contratto? Sostanzialmente gli accordi aziendali, anche nel settore pubblico con gli enti locali. Ne sono stati fatti 220 che interessano oltre 110 mila collaboratori e che hanno permesso di stabilizzare 187 mila rapporti. Una goccia in quel milione e passa di co.co.co o co.co.pro. Diversi accordi sono stati sottoscritti per i lavoratori dei call center, la nuova fabbrica fordista-taylorista, dove la prestazione ? all?insegna della parcellizzazione e di un?alienante ripetitivit?. C?? chi ricorda i deludenti risultati al megacentro di Atesia a Roma sud, con gli iscritti che vanno e vengono. Ma anche chi - sempre Bordigoni di La Spezia - il buon accordo alla ?Call and call? (280 operatori di cui 70 stabilizzati) della sua citt? che prevede una specie di salario minimo garantito e anche una mutua sanitaria. S?, perch? con l?espansione dei lavoratori flessibili sono tornate anche le mutue sanitarie, per sostenere economicamente chi si assenta dal lavoro per malattia, maternit? o, in alcuni casi, di infortunio. Marina Castellani viene da Verona, non ? pi? giovanissima. E? co.co.co al Comune e fa l?allenatrice nell?unica societ? sportiva comunale d?Italia. Per vent?anni ha lavorato con contratto a tempo determinato sempre rinnovato, poi ? diventata collaboratrice. |