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di Massimo Gramellini Siamo la patria dei dritti assai più che del diritto, eppure secondo l’associazione Telefono Blu novantamila turisti schiumanti di rabbia stanno riemergendo a fatica da vacanze tragicomiche, dense di fregature, disfunzioni e promesse mancate. Novantamila, come dire una città di provincia, e neanche delle più piccole. Tutti vittime della disonestà altrui e della dabbenaggine propria, che negli italiani si sposa sempre a un eccesso di tirchieria spacciato per furbizia
Chi riesce davvero a credere che una settimana alle Maldive fra Natale e Capodanno possa costare come una bici usata, compresi viaggi aerei più rilassanti di una seduta yoga, banchetti trimalcioneschi e visite guidate alla barriera corallina? Noi, modestamente.
Non si capisce perché un popolo di commercianti abituato a trafficare su tutto e a diffidarne, appena indossa i panni del turista e davanti alla prospettiva di «fare l’affare» si trasformi in un ottusangulo al cubo, un autentico tordo capace di comprare del Chianti a Città del Messico, salvo gridare al tradimento quando scopre che l’hanno imbottigliato sotto casa sua. E’ come se ognuno di noi avesse una personalità scissa: sul lavoro siamo una cosa, ma quando ci rilassiamo (davanti alla tv, a un agente di viaggi o al commesso di un negozio di articoli «caratteristici») ne diventiamo un’altra, più infantile e credulona, sempre pronta a partire per il paese dei Balocchi.
(9 gennaio 2001)
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