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"Buongiorno" La destra vittoriosa
"Buongiorno" La destra vittoriosa
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La destra vittoriosa (25 maggio 2001)
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Mentre la sinistra esibisce fino a esserne prigioniera i suoi boriosi nannimoretti di talento, la destra è alle prese col problema di sempre: l’assenza di una classe di artisti e comunicatori autenticamente liberali. Il poco che esiste, da Buttafuoco a Giuliano Ferrara, è di alta qualità ma, guarda caso, di derivazione fascista o comunista. Berlusconi sarà pure la Thatcher, come dice Kissinger, però continuano a mancargli i thatcheriani. Uno di questi, almeno nel giornalismo, dovrebbe essere Vittorio Feltri, fuoriclasse certo. Ecco perchè è così triste veder campeggiare sulla prima pagina del suo Libero la foto di Giovanna Melandri che si sfila la camicetta in spiaggia, sotto il titolo «Perse le elezioni, la ministra va fuori di seno». Battuta (e foto) sembrano davvero troppo modeste per giustificare il trucidume della scelta e quel senso di irrisione ribalda e maschilista che rimanda più al mondo di Storace che a quello di un Antonio Martino.
Sono queste le balordaggini che consentono alla sinistra di agitare l’immagine-spauracchio di una maggioranza barbarica, percorsa da istinti grevi e primordiali. L’eredità del liberalismo va presa in blocco: non si può accettare la visione economica e respingere la lezione morale, che è quella di una cultura che quando incrocia l’avversario gli dà la precedenza, non gli taglia la strada facendogli le corna.
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