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"Buongiorno" L’oppositore permanente (M.Gramellini)
 venerdì 12 novembre 2004

L’oppositore permanente
di Massimo Gramellini
ANCHE chi ne studia i comportamenti fin dalla seconda metà degli Anni Ottanta - quando il futuro premier atterrava in elicottero sul campo di allenamento del Milan sfilandosi con noncuranza l'impermeabile (dietro c'era sempre qualcuno, forse un portiere, che lo afferrava) - attendeva con curiosità di vedere come Berlusconi avrebbe reagito al malcontento della sua base, nella prima uscita pubblica all'indomani del mancato taglio dell'Irpef. Avrebbe finalmente avuto un sussulto decisionista thatcheriano? Macché. Ha attaccato il solito disco sul buco di bilancio ereditato dagli altri e ha ribadito l'onestà morale di chi evade le tasse sopra il 33%. Un pensiero che tutti siamo capaci di esprimere davanti a un aperitivo con le olive, mentre per esternarlo come ha fatto lui nella sede della Guardia di Finanza occorre una certa predisposizione.
Berlusconi ha dunque deciso di continuare nell'unica politica che sa fare e che in fondo gli piace: la Cep, campagna elettorale permanente, in cui egli recita la parte del capo dell'opposizione. Rispetto al periodo in cui lo era davvero, ha solo cambiato nemico: non più il governo in carica, ma i precedenti. Contro i quali continua a concionare scandalizzato, come se al potere ci fosse chiunque tranne lui. Un atteggiamento che a Bush sarebbe costato la vittoria, ma che a Berlush potrebbe persino regalarla, poiché è condiviso dalla stragrande maggioranza di coloro che in Italia occupano un posto, o anche solo un posticino, di responsabilità.
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