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"Buongiorno" Il tenente Gabibbo (M.Gramellini)
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sabato 29 ottobre 2005
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Il tenente Gabibbo
di Massimo Gramellini
UN pendolare di Biella, il cittadino Mattia, racconta di aver telefonato al 113 per presentare un esposto contro l’ennesima disfunzione di Trenitalia (30 chilometri in 3 ore, locomotiva a singhiozzo, per non dire dei passeggeri), ma di essersi sentito rispondere serenamente dal piantone: «Le consiglio di rivolgersi al Gabibbo». «Come?», ha reagito il cittadino Mattia, pensando a una battuta di spirito. «Se il Gabibbo non la convince, allora le Iene», ha continuato il poliziotto, spiegando che una denuncia del genere, per essere presa in considerazione, aveva bisogno dell’accompagnamento di una grancassa mediatica. «Il Gabibbo e le Iene sono gli unici che hanno il potere di cambiare le cose. Presenti l’esposto a loro, non a noi».
Che la televisione abbia rimpiazzato gli organi dello Stato è notizia già digerita: qui narrammo le gesta di un tipo che aveva fatto causa al suo condominio brandendo come precedente giurisprudenziale una sentenza di «Forum». Non era però ancora successo che fossero gli stessi funzionari pubblici a riconoscere apertamente la loro subalternità. Al cittadino andrebbe riservato un ultimo diritto: quello di delegare alle forze dell’ordine il compito di dirottare l’esposto alle nuove autorità competenti. I futuri agenti di polizia dovranno esibire una specializzazione ulteriore: saper valutare all’istante se la denuncia possa fare audience oppure no. Nel primo caso smistarla al Gabibbo, nel secondo al cestino come da prassi.
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