13/2/2006 ore: 12:50
"Bolkestein" Qualcosa di buono nel compromesso (A.Panzeri)
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C’? qualcosa di buono nel compromesso Vicepresidente Commissione Affari sociali e Occupazione al Parlamento europeo. A questa obiezione rispondo che ci? che si vuole e si deve fare oggi non pu? pregiudicare il futuro. L'accordo di compromesso, raggiunto tra Ppe e Pse sul cosiddetto ?principio del Paese d'origine?, indica sostanzialmente che un'impresa che voglia estendere la propria attivit? oltre i confini nazionali non si trascina dietro il proprio diritto personale, imponendolo ovunque vada, ma l'accento si sposta, in positivo, sul dovere di ogni Stato membro di assicurare, a qualunque impresa, la libert? di prestare il servizio, senza subire vincoli di cui non siano comprovate la necessit?, la proporzionalit? allo scopo perseguito ed il carattere non discriminatorio. Tale soluzione altro non ? che una indicazione formale a tutti gli Stati perch? non frappongano, e anzi eliminino, gli ostacoli alla libera circolazione, garantendo l'assetto libero e concorrenziale della prestazione di servizi. In questo modo, tra l'altro, l'impresa non ? titolare di una sorta di immunit?, ma titolare di una libert? da esercitare responsabilmente. Tutto ? perfettibile, sia chiaro, ma sarebbe un imperdonabile errore, ora, non dare il giusto peso alla via di un processo che, per poter essere completato, ha bisogno che si pongano all'ordine del giorno i temi dell'armonizzazione fiscale e di quella sociale. Su una cosa convengo con Ferrera: la fase di difficolt? nella quale si trova l'Europa imporrebbe pensieri lunghi. Ma pensieri lunghi e leadership sembrano merce rara. Per questo ritengo che, nella situazione data, sia sempre meglio iscriversi alla scuola di Monnet, quella dei piccoli passi. |