6/4/2006 ore: 11:06
"BladeRunner" Pendolo nel Lazio
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inchiesta-1 Fabio Martini che, stando ai sondaggisti e agli esperti, potrebbero determinare il successo di una coalizione o dell’altra alle Politiche di domenica e luned? prossimo per il Senato. Ecco una radiografia politica del Lazio. l’Unione si affida ai due ?piacioni? La platea ? gi? eccitata. Su tre maxischermi sta scorrendo un filmato autocelebrativo di Piero Marrazzo, con immagini che trasformano il Governatore del Lazio in una sorta di Robin Hood della politica: Piero che volantina agli operai in cassa integrazione, Piero che consiglia le massaie al mercato, Piero che segna a penna i risultati della provincia di Frosinone. Alla Domus Pacis, alla periferia di Roma, ? appena iniziato il festeggiamento del primo anniversario della vittoria di Marrazzo alle Regionali del Lazio di un anno fa e ora che ? finito il filmino, le telecamere inquadrano, in diretta, il Governatore e Romano Prodi che si trovano al di fuori della sala. Proprio come fa Sky, quando offre ai telespettatori le immagini delle squadre ancora negli spogliatoi. I millecinquecento friggono di emozione e finalmente scattano in una ovazione quando Marrazzo e Prodi entrano in sala. In platea, tra i plaudenti, c’? una parte della Roma che conta, il presidente della Camera di Commercio Andrea Mondello, il presidente di Confindustria del Lazio Giancarlo Elia Valori, Raffaele Ranucci, uomo-simbolo di quel mondo romano che stava con la Dc, poi con Storace nel 2000 e che ora ? passato a sinistra. E in rappresentanza del ceto politico mobile ecco l’ex Udc Marco Di Stefano e c’? persino Paris dell’Unto, il boss del Psi romano degli anni Ottanta meglio conosciuto come “il roscio”. La Roma che conta, da anni, si ? buttata a sinistra. Tranne una parentesi (1985-1993), da 30 anni la Capitale ? governata da giunte progressiste, eppure questo forza centripeta non basta ai leader del centrosinistra per stare tranquilli sul risultato del Senato nel Lazio. Alle Regionali del 2005 Marrazzo ha vinto a Roma ma ha perso nelle altre quattro province: Latina, che non ha mai dimenticato che a fondarla fu il Duce col nome di Littoria; Frosinone che dal 1946 ? stata sempre andreottiana e al crollo della Prima Repubblica ha scelto il centrodestra; Rieti e Viterbo, province satellite dove la sinistra ? sempre rimasta su percentuali da Anni Cinquanta. E d’altra parte, senza l’effetto-Marrazzo, soltanto un anno fa la somma delle liste di centrodestra era stata superiore a quella dei partiti di centrosinistra. Venti giorni fa a sinistra ? scattato l’allarme rosso. Racconta Beppe Fioroni, gi? sindaco andreottiano di Viterbo, oggi uno degli emergenti della Margherita: ?In tutte e quattro le provincie che circondano Roma avevamo la sensazione che le cose non andassero bene. Ora la situazione si ? capovolta grazie ad un lavoro in profondit?. |