21/3/2006 ore: 11:26
"BladeRunner" La svolta di Fausto inquieta la sinistra
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Pagina 8 - Primo Piano DOPO L’ANNUNCIO DI BERTINOTTI ANCHE SE RIFONDAZIONE NON SPARIR?, C’? CHI TEME UNA FUGA IN AVANTI NON ABBASTANZA MEDITATA Ultima svolta di Bertinotti, primi segnali: Fabio Mussi legge in Transatlantico con meticolosa attenzione; Gloria Buffo, chiuso il giornale, si sintonizza su ?Radio Citt? Futura? per saperne di pi?; Valentino Parlato, voltata pagina, inoltra richiesta d’intervista per porre quesiti dottrinari non di secondo piano; Vittorio Foa ricorda che ?con la parola individuo si chiude anche il mio ultimo libro?; Sandro Curzi sgombera l’agenda di consigliere Rai per essere, oggi, al residence Ripetta di Roma. Dove, presente Pietro Ingrao, si parler? dell’ultima svolta di Bertinotti, atto secondo. Piccolo trambusto nella sinistra italiana, all’annuncio del segretario di Rifondazione: dopo le prossime politiche, si avvier? fattivamente il processo di trasformazione nel ?Partito della sinistra europea?, anche se, precisa il segretario a tre settimane dalle elezioni, al momento non c’? il disegno di cambiare ?n? il simbolo, n? il nome del partito?. E basta con il Marx della lotta di classe: per la sinistra del XXI secolo ?ci vuole il socialismo della persona?, dato che sin qui s’? dato troppo peso al valore dell’uguaglianza, e troppo poco a quello della libert?. L’elaborazione, maturata domenica all’ultimo incontro della Sinistra Europea (formazione esistente a Strasburgo, e lanciata proprio da Bertinotti alla vigilia delle ultime elezioni europee) ? stata poi approfondita proprio sulla Stampa. Contiene un elemento che investe direttamente l’insieme della politica italiana: Bertinotti dice che, se davvero nascer? il Partito Democratico, operazione dalla quale si dice ?affascinato?, sar? inevitabile un nuovo soggetto politico anche a sinistra. ?Un soggetto meticcio, inizio di un progetto politico ambizioso, lungo il percorso di revisione della cultura politica di Rifondazione, gi? iniziato da tempo?, scrive Pietro Folena sulla velina rossissima, ?Rosso di Sera?. E’ un percorso obbligato, ?cui costringe il riposizionamento al centro di ampi settori del riformismo?, spiega Folena. Il quale ? un diessino che da tempo ha trasmigrato, come indipendente, nella factory di Bertinotti. Come sempre infatti le cose si complicano se le si guarda con gli occhi del politologo. E poich? Bertinotti poneva questioni teoriche, nella sua elaborazione allo stadio nascente, le cose si complicano ancora di pi?. ?Certo, nel marxismo ci sono state mistificazioni?, nota ancora Macaluso, ?ma non era proprio Bertinotti ad incarnare la visione libertaria del marxismo??. Come dire: che bisogno c’? di dichiarare superata la lotta di classe (?archiviata da anni?) e di ri-centrare la politica sulla persona, sull’individuo? ?Che questa poi sia la svolta delle svolte, mi pare francamente eccessivo? dice Valentino Parlato, ?non vorrei fosse come per l’abiura dello stalinismo, che Bertinotti compie nel 2001 e noi del Manifesto nel 1969, ed era tardi gi? allora. O come quella sulla non-violenza, che non mi convince: se Bertinotti parlava dei casseur, non c’era neanche bisogno di prendere le distanze. Ma se intendeva la violenza che c’? nella Storia, beh quella la riconosceva anche Gandhi con la sua azione non-violenta?. A sorpresa, ma non troppo, ? proprio il padre nobile di via Tomacelli il pi? critico, specie sulle bertinottiane eccezioni a Karl Marx. Che approdano a un punto: ?Rifondazione non pu? essere il Partito Democratico della Sinistra. Perch?? Perch? a furia di cucinare la politica tutt’al pi? pu? venir fuori il Partito del Lesso Comunista?. Ma naturalmente ?il rovello di Bertinotti ? apprezzabile?. Verr? approfondito, come detto, in apposita intervista. Oltre che gi? stamattina, in un editoriale su Liberazione.
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