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marted? 21 marzo 2006
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OLTRETEVERE - SCELTA DISCRETA A FAVORE DELLE ?MEZZEALI? UDC E MARGHERITA
La politica dei due forni Ecco la svolta bipartisan del Cardinale
retroscena Fabio Martini
ROMA E’ una di quelle letture che i parroci di solito consumano in canonica, nei ritagli di tempo lasciati dai fedeli. Ma stavolta le parole stampate su ?Vita pastorale? devono aver suscitato qualche straniamento in chi le ha lette. Nella rivista che fornisce gli orientamenti a venticinquemila parroci, questo mese ? pubblicato un editoriale dal titolo eloquente: ?Andare a votare: perch? e come?. Nell’articolo scritto da don Maurilio Guasco, dopo aver constatato con rammarico che ?il centrosinistra sembra accettare le coppie di fatto?, si aggiunge: ?Ma come si fa a dimenticare che quasi tutti i capi del centrodestra sono divorziati e risposati, o hanno scelto di trasformare la loro unione in una coppia di fatto??.
Soltanto un anno fa, quando il capo dei vescovi italiani era impegnato nella vigorosa battaglia per salvare la legge sulla fecondazione assistita, sarebbe stato inimmaginabile poter leggere un passaggio cos? crudo nella rivista pi? diffusa tra il clero italiano. Ma l’editoriale di don Guasco ? soltanto uno dei tanti messaggi in codice disseminati nelle ultime settimane dai vertici della Chiesa italiana per segnalare la novit? in vista delle elezioni: la Cei si riposiziona, punta su quella neutralit? formale tra i due schieramenti suggellata ieri dalle parole del cardinale Camillo Ruini. E di recente i messaggi felpati si sono moltiplicati: le risposte, improvvisamente in perfetto equilibrio politico, date ai lettori di ?Avvenire? dal direttore Dino Boffo; il consulto tra Camillo Ruini e Gianni Letta che ha consentito di risolvere la grana dell’udienza di Benedetto XVI al Ppe in un senso poco gradito a Silvio Berlusconi; le candidature parallele - nella Margherita e nell’Udc - di quattro fedelissimi del cardinale.
Una politica dei ?due forni?, un’equidistanza che non c’era alla vigilia delle elezioni del 2001, quando la Cei ?fiancheggi? il centrodestra. Una neutralit? di cui non c’era traccia neppure nel corso del radioso 2005 del cardinale Ruini: dopo aver guidato e vinto la battaglia per l’astensione al referendum sulla procreazione, il 22 settembre il presidente della Cei compie un gesto senza precedenti: ritirando dalle mani di Ferdinando Adornato il premio ?Liberal Siena?, Ruini accetta di partecipare ad una manifestazione super-schierata. Un plateale accasamento che ha suscitato mugugni all’interno della Cei e che ha segnato una pietra miliare nella vicenda ?politica? del cardinale Ruini.
A suo tempo gratificato da papa Wojtyla dal dono del ?doppio incarico? - vicario del Papa a Roma, presidente della Cei - Ruini coltiva ancora la speranza di essere confermato nel ruolo politico in occasione del Convegno ecclesiale, fissato per l’autunno prossimo a Verona e che ? una sorta di ?congresso? della Conferenza episcopale. In vista di quell’appuntamento e considerato che il vento della politica italiana sta girando, da qualche mese anche il cardinale si ? adeguato, pur intimamente sperando nella vittoria del centro-destra. Ai primi di novembre si ? incontrato riservatamente con l’amico-nemico Romano Prodi. Poi, alla vigilia della formazione delle liste elettorali, il cardinale ha perfezionato e subito battezzato una nuova strategia. L’equidistanza. Con una doppia benedizione: ha dato il suo placet alla candidatura nella Margherita di Paola Binetti (vicina all’Opus Dei, gi? presidente del comitato ?Scienza e Vita?, braccio operativo della Cei nella campagna referendaria) e di Luigi Bobba, presidente delle Acli; sull’altro fronte via libera alla candidatura nell’Udc di Luisa Santolini, che della Binetti era la vice e di Luca Marconi, direttore del movimento ?Rinnovamento nello spirito?. Un doppio placet che ? anche un’indicazione di voto per i partiti di Rutelli e di Casini? ?E’ naturale che le due mezze ali siano pi? vicine alla Chiesa, ma Ruini non vuole rimettere in discussione il bipolarismo?, dice il sociologo Luca Diotallevi, uno degli organizzatori del convegno di Verona.
E nelle ultime settimane l’equidistanza si ? fatta pi? nitida. Il 17 marzo, ?Avvenire? pubblica una sfilza di lettere molto critiche verso i dullanti televisivi Prodi e Berlusconi e il direttore Boffo risponde con un tono diversissimo da quello dei corsivi feroci della stagione referendaria: ?E’ la cordialit? l’ingrediente di cui mi spiace l’assenza?, ?appoggiare uno non pu? signficare ostracismo fino alla dannazione nei confronti di chiunque manifesti un punto di vista differente?. E i movimenti cattolici, che Ruini era riuscito a centralizzare nella battaglia referendaria, riconquistano identit?: l’Azione cattolica diffonde un manifesto elettorale nel quale al primo posto non c’? l’embrione ma la ?questione morale?, la Compagnia delle Opere si schiera a destra, mentre alla guida di ?Scienza e Vita?, al posto di Paola Binetti, il cardinale Ruini ha voluto un personaggio molto vicino alla Margherita: Edo Patriarca.
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