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luned? 20 marzo 2006
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PIERLUIGI BERSANI
?Il mondo dell’industria deve riflettere bene e decidere se l’Italia deve stare dalla parte dell’Europa oppure altrove?
?Un’operazione da caudillo sudamericano?
di Laura Matteucci / Milano
?Un caudillo sudamericano, questo ?. Se ormai non avesse il volto del possibile sconfitto, sarebbe semplicemente inquietante. Il Berlusconi che sabato ? salito sul palco di Confindustria ha mostrato un volto, un atteggiamento di tipo sudamericano?.
Non che sia la prima volta che prende il microfono e parla alla pancia di chi gli sta di fronte, in questo caso gli industriali. E strappa pure gli applausi, peraltro in gran parte organizzati.
?Ma ? sempre peggio. Gli imprenditori riflettano bene su questo, e decidano da che parte vogliono stare. Decidano se l’Italia sta in Europa oppure dove?.
Ha mostrato anche una salute invidiabile...
?Ah, certo. Anch’io ho avuto delle sciatalg?e, e le mie erano ben diverse. Ma, chiaro, lui ? straordinario anche nelle lombosciatalg?e?. Dopo il blitz di Berlusconi a Vicenza parla Pierluigi Bersani, responsabile per il Programma Ds ed ex ministro dell’Industria.
Di fatto, Berlusconi ha provocato una spaccatura in Confindustria, o comunque l’ha resa evidente. Cavalcando ancora una volta i conflitti interni e i “malpancisti” anti-Montezemolo.
?Ricordiamoci sempre che stavolta Berlusconi ha avuto bisogno di fare questo numero. Una cosa impensabile cinque anni fa. Certo, si pu? giocare demagogicamente a fare l’anticonfindustriale, facendo appello alla pancia dell’imprenditoria. Come ha fatto lui, appunto. A fronte di questo, anche la solita batteria di promesse, di detassazioni a gog? e in tempo reale, ? del tutto oscurata. Ma la vera domanda ?: quanti chilometri ci sono tra Parma e Vicenza? Un’enormit?. A Parma cinque anni fa ? stato una sorta di amplesso con gli industriali, stavolta Berlusconi ha dovuto preordinare il suo intervento. La parabola della simbiosi tra Berlusconi e gli industriali ? assolutamente discendente?.
Come dire: bisogna sempre partire dal fatto che il mondo dell’impresa ? storicamente orientato al centrodestra.
?? cos?. Non ? vero che gli imprenditori sono schiacciati sul centrosinistra, come tra l’altro si vede da tutti i sondaggi. Noi stessi del centrosinistra pensiamo che una buona accoglienza a Prodi sia sinonimo di vittoria elettorale. Sono sempre pi? divisi, questo s?, perch? negli ultimi anni hanno toccato con mano una disillusione che ? andata crescendo. Tra l’altro, non ? che in questi anni di berlusconismo ci abbiano rimesso tutti?.
Certamente non tutti ci hanno rimesso. Ma questo non pu? nemmeno essere l’unico criterio di orientamento politico-elettorale.
?Non lo ?. Il punto ?: noi non dobbiamo sedurre gli imprenditori, ma occuparci del mondo delle imprese. Non dobbiamo cambiare il nostro profilo, abbiamo un affetto particolare per il mondo del lavoro, e crediamo al ruolo sociale degli imprenditori. Chiaro che chi pensa di competere sull’evasione fiscale, sui costi, sulla speculazione immobiliare non ? nostro alleato?.
Berlusconi ha detto che chi sta con la Cgil non pu? stare con gli imprenditori, il contrario di Prodi che invece il giorno prima alla stessa platea aveva parlato di un sindacato forte e di una Confindustria forte.
?Berlusconi dimentica che una fabbrica ? fatta sia di lavoratori sia di imprenditori. E che il compito di chi governa ? cercare una sintesi per potere prendere delle decisioni. La nostra ? una sfida alta, che Prodi ha espresso con chiarezza. Poi, certo, parlare nei tre minuti stabiliti significa fare un discorso razionale, il comizio di Berlusconi ? proprio un altro film?.
Ecco, torniamo ai modi del blitz: la lombosciatalg?a ha permesso a Berlusconi di mandare avanti Tremonti per il confronto “regolato”, e di rompere le righe subito dopo. Ovviamente con la sua claque: si parla di trecento fans cammellati.
?? la Casa delle libert?: fanno un po’ come gli pare. La forma ? sostanza. Come se uno andasse in casa d’altri e ribaltasse il tavolo. Io credo che questo tratto di maleducazione e di arroganza lascer? il segno. Evitare le regole del gioco, organizzandosi anche una claque come segno evidente di un intervento preordinato, ? intollerabile. Del resto, lui ? un caudillo: per lui i tre minuti sono contro natura?.
E l’assurda polemica con Della Valle?
?Quella fa parte dei sassolini nella scarpa che Berlusconi si ? voluto togliere. Aveva un conto in sospeso e l’ha voluto regolare. Alla fine per? mi chiedo quale sia il guadagno di queste operazioni?.
E qual ? la risposta? Che guadagno ne ha?
?Nell’insieme credo sia un’operazione in perdita. Certo, ricompatta Forza Italia, quelli della prima ora, quelli che Berlusconi lo vogliono combattente. Ma lui ha mostrato un gran nerovosismo e quindi debolezza. E un volto scomposto che non penso verr? tollerato ancora a lungo?.
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