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venerd? 13 ottobre 2006
Pagina 3 - Economia
LA MARCIA VENTIMILA PROFESSIONISTI HANNO SFILATO NELLA CAPITALE CHIUSA DA CAMIONETTE, BLINDATI E AGENTI CON IL CASCO. IN PRIMA FILA NEL CORTEO LO STATO MAGGIORE DI AN
Una piazza bipartisan. In grisaglia
Le ostetriche di Latina accanto ai geometri di Foggia: ?Siamo apolitici?
reportage MATTIA FELTRI
ROMA Somari di destra e porci di sinistra, o viceversa, come si preferisce. Si sta in piazza anche cos?, col senso di una frustrazione bipartisan. Vuole essere un corteo apolitico, nonostante i politici presenti, in maggioranza d’opposizione. Dal palco gli oratori, che sono i rappresentanti delle categorie, ripetono: con la destra, col centro e con la sinistra, oppure n? di destra n? di centro n? di sinistra. Ci sono avvocati e spedizionieri doganali affiancati dalla convinzione di essere quelli che lo pigliano in saccoccia, e non ? una questione ideologica. Tutto questo, dice uno di loro, sta dentro i versi di Trilussa: ?Una mattina un povero somaro / ner vede un porco ann? ar macello / sbott? in un pianto e disse - Addio, fratello: / nun se vedremo pi?, nun c’? riparo! - / Bisogna essere filosofo, bisogna: / - je disse er porco - via, nun f? lo scemo, / ch? forse un giorno se ritroveremo / in quarche mortadella de Bologna!?.
Li hanno chiamati ?quelli della grisaglia?. In sfilata di protesta contro il decreto Bersani s’erano gi? visti a fine giugno, punto di partenza, allora come ieri, il Colosseo. Il punto d’arrivo fu piazza Santi Apostoli, sede dell’Ulivo. Stavolta li hanno bloccati a piazza Venezia, sotto all’altare della Patria, di modo che non avessero modo di raggiungere nemmeno Palazzo Chigi o Montecitorio. La calura dell’ottobrata romana non ha persuaso i legali a rinunciare alla cravatta, i dottori commercialisti alla giacca, i farmacisti al camice. Sono i ?professionisti?, si dichiarano ?quelli che producono?, si considerano vittime delle liberalizzazioni di Bersani - ?miopi ma miratissime, demagogiche, propagandistiche? - e ora anche della Finanziaria, obiettivi principali dell’inasprimento fiscale.
Poi, finita la marcia, nel pomeriggio si ? discusso di altro. Su quanti erano, per esempio. Annunciati in ventimila, nelle stime degli organizzatori sono saliti sino a cinquantamila, e ridiscesi a ventimila in quelle della Questura. E si ? discusso, con annunci di interrogazioni parlamentari, sulla blindatura in effetti grottesca di piazza Venezia, preclusa a questi manifestanti in regimental da camionette e blindati e decine di agenti col casco, come fossero davanti ai Black bloc, e alla violazione della zona rossa. Nonostante il tentativo in difetto d’agilit? di un attuario (esperto di fondi pensione), deciso a rompere l’assedio con un blitz sul cofano di una jeep, e nonostante qualche protesta focosa, non c’? stato bisogno di respingere coi lacrimogeni le ?ostetriche di Latina?, e neanche i ?geometri di Foggia?, come si qualificavano coi cartelli.
Alle dieci e mezza, sotto al Colosseo, la rappresentanza solidale aveva gi? la star in Gianfranco Fini che, alto due spanne pi? di tutti, abbronzato e con gli occhiali da sole, sembra sempre pi? la guardia del corpo di se stesso. E con lui c’erano i capoccia di An - Gianni Alemanno, Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa - per via di un ritrovato spirito barricadero, prima a fianco dei tassisti, poi dei professionisti. La suggestione di Alemanno consisteva nel richiamare la ?marcia dei quarantamila?, Torino 1980. Quella di Gasparri nel cogliere, fra i dimostranti, ?il vero tavolo dei volenterosi?. L’afflato conciliatorio, infatti, s’? visto nella mano tesa a Fini da Pierlugi Mantini, relatore della Margherita delle proposte di legge sul riordino delle professioni. Pi? tardi Mantini non ha indugiato a confermare la ?strumentalizzazione inaccettabile? dei partiti di destra, i cui ambasciatori, ieri, erano Sandro Bondi per Forza Italia, Roberto Castelli e Roberto Cota per la Lega e Michele Vietti per l’Udc. In ogni caso, marciando sui Fori ognuno aveva la sua personalissima rivendicazione. L’?eutanasia per Mastella? era speranza esclusiva degli avvocati. Gli odontotecnici reclamavano una severa guerra all’abusivato, che sembra imperante nel settore protesi. Gli infermieri, che professionisti non sono, ma professionisti si sentono, erano l? proprio per ottenere lo status, e dunque l’Ordine. Oltre a Bersani, il bersaglio aggregante era Romano Prodi, cui sono stati dedicati manifesti non sempre eleganti: ?Prodi-Luxuria una faza una raza?, ?Prodi, una faccia che scor... aggia?. L’unicit? della battaglia ? stata gridata negli altoparlanti, poich? agrotecnici e maxillofacciali hanno in comune l’essere ?servitori del popolo?.
Non ? finita qui. ?Torneremo a novembre, e saremo trecentomila?, hanno annunciato. E malgrado in serata sia poi circolata una notizia surreale, e cio? che prima della manifestazione - prima, non dopo - Prodi avesse incontrato degli emissari, garantito il confronto e diffuso soddisfazione. Proprio come accadde a giugno, quando i farmacisti cancellarono le serrate perch? il governo aveva promesso di ridiscutere e concordare le liberalizzazioni. E forse sar? come diceva Trilussa, somari e porci, ci si ritrova in qualche mortadella di Bologna.
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