17/3/2006 ore: 11:32

"Bankitalia" Una repubblica fondata sul precariato

Contenuti associati

    venerd?, 17 marzo 2006
      Pagina 1 e 2

      Bankitalia certifica il disastro:
      pi? debito, meno lavoro
      Una repubblica fondata sul precariato
        Impietoso bollettino su cinque anni di governo di destra: cresce il precariato, le famiglie sempre pi? povere
          di Bianca Di Giovanni
            Quattro colpi. In quattro mosse il bollettino economico di Banca d’Italia smaschera la propaganda berlusconiana e inchioda il centrodestra alle sue responsabilit?. Primo: il debito pubblico aumenta dopo 10 anni di calo. A fine 2005 ? a quota 106,4% sul Pil, cio? 2,6 punti in pi? rispetto all’anno precedente.
              QUATTRO COLPI Peggio di quanto aveva stimato il governo, che prevedeva un aumento di 2 punti. Secondo: l’ occupazione ? in calo sempre dopo 10 anni di tenuta. A diminuire, di 101.900 unit? pari a un calo dello 0,4%, ? il lavoro standard a tempo pieno. Aumen-
                ta invece lievemente il numero di persone occupate (0,2) con forme di occupazione a orario ridotto e al computo della cassa integrazione (non rilevata tra le unit? standard di lavoro). Un focus sull’occupazione giovanile mostra che nella fascia d’et? tra i 15 e i 29 anni quasi un nuovo occupato su due ? a termine. Terzo: la produzione industriale ? in panne. Nel 2005 il calo ha interessato tutte le principali categorie di prodotto, provocando ulteriori perdite sulle quote di commercio mondiale. Quarto: le famiglie sono sempre pi? indebitate: l’esposizione con le banche arriva al 30% del Pil contro il 18 di 10 anni fa. Un bollettino di guerra.
                  In questo contesto, difficile parlare di ripresa. Il consensus internazionale parla di una crescita italiana nel 2006 ?a un tasso di poco superiore all’1% - scrivono gli economisti che indicano a voce l’1,3% come Pil stimabile nel 2006 - Un tale risultato presuppone peraltro un ritorno gi? nel trimestre in corso a ritmi di sviluppo prossimi all’1,5%?. Occorre ripartire subito, altrimenti non si esce dal guado. Il bollettino indica anche un doppio binario da seguire. ?Ricondurre rapidamente i conti pubblici su un sentiero coerente con la stabile riduzione del rapporto tra debito e Pil ? una priorit? della politica economica si legge - anche in vista del fine pi? generale: trarre l’economia italiana dal ristagno. I due obiettivi sono complementari?. Insomma, il risanamento dei conti ? parte dello sviluppo. Senza l’uno non c’? l’altro.
                    Sull’efficacia dell’ultima manovra targata Giulio Tremonti i responsabili economici di Via Nazionale Gian Carlo Morcaldo e Salvatore Rossi mantengono la cautela. Ricordano che il Consiglio Ueha gi? fatto sapere che ?se pienamente attuata, la maovra potr? assicurare progressi adeguati al conseguimento degli obiettivi?. Ma subito indicano il rischio vero che si profila all’orizzonte: l’effettiva realizzazione delle misure di contenumento delle spese contenute in Finanziaria. Si tratta di circa 17 miliardi da reperire con i risparmi di spesa. un obiettivo davvero oneroso, considerando che la spesa corrente in Italia ? sempre cresciuta a ritmi elevati: il tetto del 2% imposto da Siniscalco ha portato a un aumento doppio delle dinamiche di spesa. L’unica eccezione, il periodo ‘93-’97 che ha registrato un aumento medio dello 0,7%. Quanto alle maggiori entrate previste in Finanziaria, per 10,6 miliardi, esse derivano soprattutto dalla programmazione fiscale e da una imposta sostitutiva sulla cessione di immobili. La prima ? comunque una entrata di natura temporanea, mentre secondo Bankitalia ?sono necessari interventi capaci di incidere in maniera permanente sui comportamenti di spesa degli enti pubblici?. Possibile ripartire? ?I segnali di ripresa congiunturale non delineano ancora un superamento del divario di crescita dell’economia italiana - conclude il bollettino - Occorrono azioni di lunga lena volte a modificare la struttura produttiva e l’ambiente regolamentare e di mercato in cui essa opera?.