13/12/2006 ore: 12:07

"Analisi" Romano parafulmine delle ansie dell'Unione (M.Franco)

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    mercoled? 13 dicembre 2006

    Pagina 15 - Politica


    LA NOTA
      Romano parafulmine
      delle ansie dell'Unione

      Coalizione divisa
      tra l'appoggio a
      Prodi e la
      tentazione di
      smarcarsi dalle
      sue scelte

      di Massimo Franco
        L e parole di solidariet? e di sostegno sono state numerose. Ma il modo in cui l'Unione sta difendendo Romano Prodi, mischia ambiguamente l'esigenza di non farlo apparire troppo solo, e insieme la tentazione di marcare le distanze da lui. La sua reazione irritata ai fischi di Bologna ha rivelato un contrasto di vedute evidente, seppure diplomatizzato. Ormai ? comune la percezione di un disagio diffuso e del suo uso strumentale. E l'insistenza con la quale gli alleati parlano di ?cambio di passo? contraddice l'orgogliosa rivendicazione della finanziaria fatta da palazzo Chigi. Si tratta di un approccio che sconta il nervosismo non tanto del premier ma della coalizione.

        ? come se crescesse il timore di uno scollamento del centrosinistra; e di un fossato fra il governo ed il proprio elettorato. Sotto voce, fra i diessini, e non solo, si ammette la difficolt? a intercettare gli umori del Paese. E, in modo un po' troppo sbrigativo, c'? chi accarezza l'idea di scaricare queste difficolt? chiamando in causa le scelte ?solitarie? di Prodi. Da luogo di sintesi e di mediazione delle tensioni del centrosinistra, il presidente del Consiglio rischia cos? di trasformarsi nel parafulmine dei problemi politici irrisolti. Invece di rifletterli, la sua leadership sembra accusata larvatamente di esasperarli.

        Gli incontri con gli industriali del nord servono ?ad ascoltare le loro ragioni?, spiega il segretario dei Ds, Piero Fassino; a far presente che hanno ricevuto dal governo pi? ?di ogni finanziaria degli ultimi anni?. Ma gi? questa campagna di persuasione parallela dice implicitamente che i benefici non sarebbero stati illustrati a dovere. E quando Anna Finocchiaro, pure ds, leader dei senatori dell'Ulivo, invita a parlare ad ?un Paese non pienamente consapevole della crisi economica e finanziaria?, sembra additare un altro limite del governo. Si trascurano, per?, i segnali contraddittori trasmessi dall'Unione; e le divergenze su un ?cambio di passo? che gli alleati vogliono compiere in direzioni opposte.

        Franco Giordano, del Prc, esalta la ?soggettivit? operaia? come nucleo duro del blocco sociale del governo. Fassino, invece, dialoga con gli imprenditori. Appaiono agli antipodi, e attribuirne la colpa a Prodi diventa un po' complicato. A volte si ha quasi l'impressione che il premier ricorra a forzature per uscire dalla gabbia di una mediazione infinita e spesso inutile; e per divincolarsi da partiti che lo condizionano ma non possono ancora fare a meno di lui, perch? sono divisi al proprio interno. Per il momento, la prospettiva del Partito democratico sta avendo infatti un effetto opposto a quello previsto. Non compone n? compatta: semmai, divide.

        I tormenti della Margherita sono evidenti. Riguardano la formazione del Pd, ed i rapporti con il socialismo europeo. Altrettanto palpabili sono le tensioni fra i Ds, per l'ostilit? al Pd della minoranza di sinistra, che candider? Fabio Mussi alla segreteria. L'incontro di ieri a palazzo Chigi tra Fassino e Massimo D'Alema, ministro degli Esteri e presidente del partito, si sarebbe concluso con un patto congressuale che ha il sapore della tregua dopo settimane difficili. Entrambi, si ? detto, vogliono ?evitare lacerazioni e fratture interne?. ? un segnale distensivo ma anche un po' sibillino: fa capire che il pericolo di una rottura, forse, non ? del tutto sventato.