7/8/2026 ore: 17:30

Emergenza caldo, nei luoghi di lavoro impianti inadeguati alle ondate di calore. Filcams Cgil: “Il cambiamento climatico impone risposte immediate a tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori”

L'aumento costante delle temperature estive e il protrarsi delle ondate di calore stanno mettendo a dura prova la capacità degli impianti di climatizzazione e raffrescamento presenti in numerosi luoghi di lavoro, tra cui stazioni di servizio, attività di ristorazione, centri commerciali, centri di cottura, cucine industriali e supermercati

Molti di questi impianti sono stati progettati in un contesto climatico profondamente diverso dall'attuale e oggi non sono più in grado di garantire condizioni di lavoro sicure e salubri ai dipendenti diretti e a chi lavora in appalto a partire da chi presta attività nei servi di pulizia e vigilanza. Quest’anno per la prima volta in molti luoghi di lavoro si sono registrate temperature superiori ai 40 gradi. Le lavoratrici e i lavoratori stanno pagando con la loro salute il prezzo del cambiamento climatico e del mancato ripensamento di adeguate misure di prevenzione.

È indispensabile che i datori di lavoro, oltre a garantire il pieno rispetto della normativa vigente e delle ordinanze emanate dalle autorità competenti, provvedano alla rapida modernizzazione delle strutture e all'adeguamento degli impianti di climatizzazione. Allo stesso tempo, è necessario riorganizzare il lavoro adottando misure efficaci di prevenzione - anche e soprattutto per i lavoratori che prestano attività all’aperto - quali la rimodulazione dei turni, la riduzione dei ritmi nelle ore più critiche, l'introduzione di pause più frequenti e prolungate, la rotazione delle mansioni e la predisposizione di aree idonee al recupero termico. Deve inoltre essere assicurata la disponibilità di acqua fresca, sali minerali, dispositivi di protezione individuale adeguati e ogni altro presidio utile a prevenire gli effetti dello stress da calore.

Di fronte a condizioni di rischio grave e immediato per la salute, i lavoratori hanno il diritto di interrompere l'attività lavorativa per tutelare la propria incolumità, informando tempestivamente il datore di lavoro, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e, ove necessario, gli organi di vigilanza competenti. Eventuali malori riconducibili allo stress termico, compreso il colpo di calore, devono essere tempestivamente segnalati e, qualora ne ricorrano i presupposti, denunciati all'INAIL come infortunio sul lavoro. In presenza di sintomi gravi è fondamentale rivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza sanitaria o al Pronto Soccorso.

La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta un diritto fondamentale e non può essere subordinata alle esigenze produttive. Di fronte agli effetti sempre più evidenti della crisi climatica, è necessario adottare interventi strutturali, organizzativi e tecnologici capaci di garantire ambienti di lavoro sicuri, prevenire i rischi derivanti dallo stress termico e salvaguardare la salute e la dignità di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.