8/1/2026 ore: 17:55

Chiusure domenicali e festive nella GDO, Filcams Cgil da sempre contraria alla liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali

Si aprono finalmente gli occhi sulla scarsa convenienza delle aperture selvagge introdotte dal Decreto Salva Italia

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Ci voleva la previsione di un nuovo anno di consumi ancora più bassi che in quello appena concluso per approdare alle stesse valutazioni che la Filcams Cgil sostiene da anni, da quando il famigerato Decreto Salva Italia ha sdoganato le aperture selvagge nel commercio, h24 e sette giorni su sette, che non si fermano nemmeno davanti alle più sacre feste comandate, come il Natale e il Capodanno: le aperture domenicali e festive non portano entrate significative ai supermercati, ma in compenso portano cambiamenti importanti nella vita di lavoratrici e lavoratori, di segno marcatamente negativo.

Sono state soprattutto le lavoratrici a fare le spese dei nuovi turni senza soste, che hanno peggiorato sensibilmente la conciliazione dei tempi di vita e lavoro.


La Festa Non si Vende, la campagna Filcams nata a ridosso dell'emanazione del decreto del governo Monti, non manca di ricordarlo ogni anno, ad ogni data segnata in rosso sul calendario.

Di fronte alla proposta di chi vorrebbe chiudere i supermercati la domenica per tagliare i costi nella Grande distribuzione, riconoscendo dopo anni la scarsa rilevanza degli introiti domenicali rapportati al costo del lavoro, la categoria ribadisce quanto sia necessario agire in questo senso soprattutto per tutelare lavoratrici e lavoratori, sottoposti a una organizzazione del lavoro inutilmente estenuante.


Un fronte comunque sempre caldo, come dimostra il coro di dissenso da parte di imprese e associazioni che non intendono affatto rinunciare alle aperture domenicali, a loro avviso servizio essenziale al consumatore.

"Siamo lieti che quanto la Filcams Cgil sostiene con forza da anni abbia trovato questo inatteso consenso - ha dichiarato Fabrizio Russo, segretario generale Filcams Cgil - dal canto nostro non faremo che procedere nella strada che percorriamo con determinazione da anni e continueremo ad impegnarci affinché la normativa finalmente cambi e il lavoro nella Grande distribuzione possa tornare a una programmazione e a un ritmo più rispettosi della vita di lavoratrici e lavoratori".