10/12/2025 ore: 15:32

Ancora becera ironia sullo sciopero generale. Non sanno che il weekend lungo del terziario è al lavoro

Fabrizio Russo: "Lavoratrici e lavoratori fanno un sacrificio nel nome di una protesta giusta, contro una manovra che non porta alcun miglioramento nelle loro vite"

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L'ultima brillante uscita social è del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini che, mentre sbeffeggia ancora la Cgil e il suo segretario generale, dichiara apertamente di ignorare che sono una decina di milioni le lavoratrici e i lavoratori del terziario che del weekend - quello tradizionale, fatto di un sabato e una domenica - hanno un ricordo velato da anni di turni domenicali e festivi, che hanno trasformato il loro calendario lavorativo in una lunga sequenza indistinta.


Il miraggio di un fine settimana lungo non fa di norma la sua apparizione tra chi lavora sette giorni su sette, 365 giorni l'anno, con turni che non conoscono le buone barriere della settimana e degli orari canonici: chi garantisce l'apertura degli esercizi commerciali tutto l'anno, feste comandate comprese, chi inizia a fare le pulizie all'alba e chi finisce molto più tardi del tramonto, chi copre turni ininterrotti, giorni notti sabati e domeniche, perché la vigilanza non conosce pause, chi nei ristoranti e nei fast food lavora più nel weekend che negli altri giorni, chi permette a un hotel di essere sempre aperto e non solo nei giorni feriali.


Ci sono poi tutte le lavoratrici e i lavoratori con un impiego part time, un contratto a tempo determinato, il lavoro concentrato in un'unica stagione, senza riposi e ferie, un universo di precarietà e di lavoro povero nel quale l'idea di trarre vantaggio da una giornata di sciopero è del tutto peregrina.

La quota di lavoratrici e lavoratori che in Italia lavorano anche nel fine settimana è molto più alta della media europea (30,9% contro il 22,4), un dato al quale forse il Governo potrebbe prestare attenzione.


"È triste constatare come la realtà di questa parte consistente e fondamentale del mondo del lavoro per l'esecutivo sembri non esistere e prendere improvvisamente corpo solo quando decide di incrociare le braccia, di venerdì - dichiara Fabrizio Russo, segretario generale Filcams Cgil -

senza peraltro considerare che aderire allo sciopero significa rinunciare a una giornata di retribuzione, che nel salario di una commessa, di un vigilante, di una addetta alle pulizie o di un cameriere ha un peso non trascurabile: quello che lavoratrici e lavoratori fanno è un sacrificio, nel nome di una protesta giusta, contro una manovra che non porta alcun miglioramento nelle loro vite".


Sentendo la Premier e altri autorevoli membri del governo commentare divertiti il giorno della settimana scelto per lo sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 12 dicembre, il pensiero va a queste persone e alle loro esistenze compresse in fucine senza sosta che permettono a tutta la cittadinanza di usufruire di servizi fondamentali.

E subito dopo quella che appare, di rimando, è la classica, così frequente, immagine del Parlamento o del Senato semivuoti anche in un martedì o in giovedì qualsiasi e, quasi sempre, completamente deserti in prossimità della sacralità del fine settimana, venerdì compreso.