2/12/2025 ore: 10:25

"In tempo di guerre, crisi sociali e nuove forme di esclusione è fondamentale riscoprire il valore del dialogo e dell'incontro"

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Il 26 novembre la Filcams Cgil ha avuto l'opportunità di incontrare Papa Leone XIV e ha illustrato al Pontefice il lavoro che la categoria sta portando avanti, con particolare attenzione per la vertenza per l'Umanità del Lavoro.

Restituire centralità al lavoro, sottrarre lavoratrici e lavoratori alla condizione di precarietà e incertezza alla quale sono sempre più spesso, e sempre più drammaticamente, relegati: restituire loro dignità e rispetto, in un mondo sempre più dominato dalla fredda logica del profitto è l'obiettivo della categoria.

Ed è su questi temi che si apre al dialogo e al confronto con altre realtà, sul terreno condiviso della solidarietà e della ricerca del bene comune.

Questo il testo della lettera inviata al Pontefice.


A Sua Santità

Papa Leone XIV

Beatissime Pater,

con deferente rispetto desideriamo presentarLe la nostra Organizzazione e il servizio che svolgiamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori dei settori del terziario, del turismo e dei servizi.

La FILCAMS, parte della Confederazione Generale Italiana del Lavoro, opera quotidianamente in contesti professionali tra i più esposti alla precarietà, alla flessibilità incontrollata e alla marginalizzazione sociale. Realtà nelle quali, sempre più spesso, la persona rischia di essere sacrificata alle dinamiche del profitto, in un mondo del lavoro frammentato, incerto, talora incapace di assicurare una vita degna a chi contribuisce, con il proprio impegno, alla costruzione del bene comune.

Nel meditare questa condizione crediamo di riconoscere, con sincera umiltà, la profonda attualità dell’insegnamento della Rerum Novarum di Leone XIII, faro che da oltre un secolo ricorda all’umanità che la centralità della persona e la giustizia sociale devono precedere ogni logica economica. Non possiamo non vedere una continuità morale e spirituale nel fatto che Vostra Santità abbia voluto assumere il nome di “Leone”, richiamando esplicitamente la grande tradizione della Dottrina sociale della Chiesa, che pone il lavoro e gli ultimi al centro della riflessione.

Seppur laica e secolare, la nostra prospettiva condivide profondamente questo orientamento: l’uomo non è mezzo, ma fine; la dignità del lavoratore è fondamento di ogni equilibrio sociale; nessuno deve essere lasciato ai margini, né nelle periferie geografiche né in quelle economiche e umane. In questo riconosciamo una consonanza autentica fra mondi differenti, un terreno di incontro che unisce coscienze credenti e coscienze laiche nel servizio agli ultimi, agli invisibili, ai più vulnerabili.

Il nostro lavoro quotidiano è una forma di lotta pacifica per i diritti, per condizioni eque, per il riscatto sociale di coloro che – pur svolgendo mansioni essenziali – vivono spesso nell’incertezza. Attraverso una presenza capillare nel territorio, cerchiamo di ridare voce e dignità a chi rischia di essere dimenticato. È, in ultima analisi, un impegno che mira a ricostruire quella “Umanità del lavoro” che riteniamo essere patrimonio comune di tutte le tradizioni etiche e religiose.

In un mondo sconvolto da guerre, crisi sociali e nuove forme di esclusione, ci sembra ancora più urgente riscoprire il valore dell’incontro, del dialogo e del discernimento condiviso. Per questo saremmo onorati, Beatissimo Padre, di poter avviare un confronto rispettoso con Vostra Santità sui temi del lavoro, della giustizia sociale e della tutela degli ultimi, nella convinzione che, pur provenendo da percorsi diversi, possiamo camminare insieme nella ricerca del bene comune.

Con devoto ossequio,

 

Fabrizio Russo

Segretario Generale

FILCAMS – CGIL