Roma, 12 ottobre 2006


Oggetto: HP Incontro del 5-10-2006



IL 5/10/2006 si è svolto l’incontro nazionale all’ordine del giorno 2 temi :

Per quanto riguarda il 1° punto all’incontro erano anche presenti i rappresentanti di On Line Srl.

L’Azienda On Line, che lavora per altre società nel campo della telefonia, occupa 180 dipendenti di cui 100 impegnati per conto lavoro HPI.

Il ramo d’Azienda riguarda l’attività Volume Direct Telesales che eroga servizi di vendita hardware dell’HP; l’attività ritornerà in HP con gli attuali 17 lavoratori di on line che svolgono questo lavoro.

L’operazione, ha spiegato HP, rientra nell’obbiettivo di migliorare la qualità ed efficienza del servizio, porterà valore aggiunto al fatturato PSG e quindi in questo contesto come OO.SS ed RSU è stato espresso un giudizio positivo.

Una valutazione positiva perché questa operazione conferma la correttezza dell’analisi delle OO.SS. e della RSU che per avere un servizio efficiente verso il cliente e quindi una ricaduta economica positiva non può che essere gestito direttamente dall’azienda.

Per quanto riguarda i lavoratori On Line che in questo caso si trovano di fronte a una cessione di ramo, l’azienda ha confermato che ciò non avrà effetti negativi sull’occupazione e sui loro volumi produttivi.

Per quanto riguarda il 2° punto l’azienda ha elencato le azioni messe in atto nel corso del 2006 a salvaguardia dell’occupazione come previsto dall’accordo:

Esodi volontari.

I lavoratori che hanno aderito al piano sociale sono stati 99; 11 lavoratori si sono autodimessi, per cui dei 171 esuberi calcolando 46 lavoratori ricollocati e 110 dimissionari, resterebbero 15 eccedenti.

L’azienda ha inoltre informato che nel corso del 2006 sono usciti 32 dirigenti.
Per quanto riguarda il 2007 l’azienda conferma che vi sarebbero altri 56 eccedenti.

A fronte di questa situazione, come sindacato nazionale, territoriale ed RSU abbiamo ribadito:

A tal fine deve mettere in atto tutti gli strumenti a riassorbire gli eccedenti quali:

In questa logica i pacchetti incentivanti non possono costituire lo strumento centrale per favorire l’esodo dei lavoratori, in quanto lo sforzo maggiore deve essere concentrato al recupero occupazionale.

Il prossimo incontro per continuare la discussione è stato aggiornato al 19 ottobre 2006.