FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
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15 novembre 2001

TURISMO: E' TEMPO DI CONTRATTO, VARATA L'IPOTESI DI PIATTAFORMA

Tempo di rinnovo contrattuale per il Turismo. Un settore che in Italia fattura 140mila miliardi di lire (dati '99), pari a 72,30 mld di euro, occupa 618mila dipendenti (dati sempre del '99), e porta 21mila mld di lire, pari a 10,85 mld di euro, di saldo valutario netto.

In vista della scadenza, il 31 dicembre, del contratto nazionale attualmente in vigore, e secondo le regole previste dal protocollo del protocollo 1993, l'assemblea nazionale del Turismo dei delegati Filcams Fisascat Uiltucs ha predisposto l'ipotesi di piattaforma da presentare al tavolo del rinnovo contrattuale.

L'ipotesi di piattaforma - che ora passa dall'assemblea nazionale alle discussioni nelle assemblee di azienda per l'approvazione definitiva, prevista in una seconda convocazione dell'assemblea nazionale il 5 di febbraio - mette in rilievo come il settore abbia avuto negli ultimi anni un andamento costantemente positivo, sia come espansione delle attività, sia in quanto ad occupazione, sia nel rapporto del settore con l'economia generale. Per i prossimi anni si prevede una ulteriore crescita dell'incidenza dell'economia turistica all'interno del Pil.

L'attacco terroristico agli Usa, e lo scenario di guerra conseguente, ha scombussolato un quadro di espansione certa, generando seri problemi al turismo in tutto il mondo e nel nostro paese. A questo proposito “occorre sviluppare - suggerisce il documento - nuovi strumenti contrattuali e extracontrattuali in grado di superare le emergenze in modo più strutturato”.

Ed è sulla capacità di tenere un confronto alto tra le parti e con le istituzioni che il documento punta per il prossimo confronto negoziale. Valorizzando il secondo livello di contrattazione, insediandolo in modo generalizzato nelle aziende e nei territori; stabilendo regole certe per l'esercizio della contrattazione soprattutto in relazione alla flessibilità e ai mercati del lavoro locali, e all'opposto verso le aziende con dimensioni multinazionali, relazioni che trovano nei Comitati Aziendali Europei (Cae) il luogo di realizzazione.

Anche i diritti sindacali e di assemblea non sono universalmente affermati.

“La competitività - dice il documento - si gioca con la qualità del servizio”. Questo vuol dire formazione, che i sindacati vogliono continua, cioè “vero investimento del futuro sia per le imprese che per i lavoratori” e che andrà esteso ai lavoratori stagionali (almeno il 30 per cento dei lavoratori impiegati nel turismo).

Le trasformazioni e le ristrutturazioni intervenute nel settore rendono necessaria una più elevata valorizzazione della professionalità, che i sindacati intendono perseguire con la modifica della scala parametrale e del sistema di classificazione professionale.

Sul salario il documento non indica una cifra ma si limita a citare i criteri stabiliti dal protocollo del luglio 1993.

Richiamo deciso alle forme complementari della previdenza e dell'assistenza. Per la previdenza il documento indica la necessità di rilanciare le adesioni ai fondi, mentre per l'assistenza complementare i sindacati chiedono l'istituzione di una cassa, avendo già un'esperienza molto attiva nel funzionamento della Quas, la cassa malattia dei Quadri del Terziario.