Il 18 giugno sarà sciopero nazionale per le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Coin. A proclamarlo le organizzazioni sindacali di categoria di settore Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, al termine delle ultime settimane di confronto e alla luce delle numerose criticità emerse nei territori nell’ambito dello stato di agitazione nazionale già dichiarato.
La mobilitazione si inserisce in una lunga fase di crisi aziendale, composizione negoziata e rifinanziamento del Gruppo, che avrebbe dovuto accompagnare un percorso di risanamento, tutela occupazionale e rilancio della rete. Un percorso che, tra il 2025 e il 2026, ha già visto chiusure, cessazioni di attività, riorganizzazioni e ricorso agli ammortizzatori sociali in diversi territori.
“Nei punti vendita continuano ad emergere condizioni di lavoro sempre più difficili, una gestione degli ammortizzatori sociali non coerente con l’organizzazione reale del lavoro e un quadro complessivo che continua a scaricare sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso della riorganizzazione aziendale in assenza di concrete azioni di rilancio”, denunciano i sindacati.
Le recenti comunicazioni aziendali rivolte alle lavoratrici e ai lavoratori non modificano il quadro delle criticità segnalate dai territori: il rilancio, ritengono le organizzazioni sindacali, non può essere solo dichiarato, ma deve essere verificabile nei punti vendita, attraverso investimenti concreti, organici adeguati, ricollocazioni effettive e condizioni di salute e sicurezza pienamente garantite.
Al centro della mobilitazione vi è la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, sempre più compromessa.
“Le segnalazioni che arrivano dai territori restituiscono una situazione diffusa di carenze organizzative, carichi di lavoro eccessivi, condizioni ambientali critiche e progressivo impoverimento dei presidi minimi necessari a garantire condizioni di lavoro adeguate”, proseguono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.
Particolarmente preoccupante, poi, è la situazione dei negozi interessati dagli ammortizzatori sociali.
“Le percentuali applicate risultano in molti casi incompatibili con il mantenimento di un’organizzazione del lavoro sostenibile, con il presidio della sicurezza e con il corretto funzionamento dei negozi”, spiegano le organizzazioni sindacali.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs segnalano inoltre criticità sulle ricollocazioni del personale dei negozi chiusi, sulla mancanza di informazioni chiare sul futuro della rete e sull’assenza di riscontri concreti sugli investimenti annunciati.
“Gli ammortizzatori sociali e gli strumenti condivisi - aggiungono - non possono trasformarsi esclusivamente in meccanismi di riduzione del costo del lavoro senza essere accompagnati da un reale piano di rilancio, investimenti concreti, ricollocazioni effettive e prospettive occupazionali chiare”.
Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre chiarezza sugli investimenti annunciati e sul reale piano di rilancio industriale e commerciale del gruppo. “Non è accettabile che il contenimento dei costi venga perseguito comprimendo gli organici, peggiorando le condizioni di lavoro e riducendo i livelli di presidio e sicurezza all’interno dei negozi”.
Lo sciopero nazionale del 18 giugno si svolgerà in concomitanza con il prossimo incontro convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy alle ore 12.
La mobilitazione sarà accompagnata da iniziative territoriali, presidi e momenti di partecipazione unitaria, con l’obiettivo di riportare al centro il lavoro, la dignità delle persone, la salute e la sicurezza, insieme alla necessità di un vero rilancio industriale e commerciale del Gruppo Coin.