C.D. FILCAMS CGIL NAZIONALE 28 E 29 LUGLIO 2008
ORDINE DEL GIORNO


Il Comitato Direttivo della Filcams-CGIL, riunito il 28 e 29 luglio 2008, con la presenza del Segretario Confederale CGIL Fabrizio Solari, esprime netto dissenso sull’ipotesi di accordo, sottoscritto da Fisascat e Uiltucs per il rinnovo del contratto nazionale del Terziario, Distribuzione e Servizi, sia in riferimento ai contenuti che al metodo utilizzato in totale contrasto con le regole unitariamente pattuite.

L’intesa separata, contraddice lo spirito unitario che aveva portato alla definizione della piattaforma rivendicativa e all’individuazione di un preciso regolamento e di procedure per la consultazione sull’ipotesi e sulla gestione della vertenza le cui modalità erano state assunte come precisi punti di riferimento nell’azione unitaria, dall’assemblea nazionale delle delegate e dei delegati che il 12 dicembre 2006 varò la piattaforma unitaria.

A fronte della legittima richiesta della Filcams di sospendere il negoziato per acquisire, attraverso un percorso unitario, il parere dei lavoratori su tematiche importantissime per le condizioni di lavoro, Fisascat e Uiltucs hanno deciso di proseguire la trattativa.

L’intesa raggiunta contiene risultati in netto contrasto con le richieste avanzate nella piattaforma sulla quale i lavoratori e le lavoratrici ci hanno dato un mandato preciso. In particolare si esautora la contrattazione di secondo livello dal controllo dell’organizzazione del lavoro con l’introduzione dell’obbligo del lavoro domenicale nel CCNL e si riducono i diritti in tema di apprendistato.

Questa normativa è tanto più pericolosa in quanto rischia di mettere a repentaglio gli accordi in essere; inoltre afferma il rapporto individuale tra lavoratore e impresa, contraddicendo inoltre la piattaforma unitaria di CGIL, CISL, UIL che riafferma il ruolo del contratto nazionale riqualificando al contempo la di contrattazione di secondo livello.

E’ quindi passata l’impostazione di Confcommercio la cui ferma intenzione sin dall’inizio era quella di recuperare il potere aziendale sull’organizzazione del lavoro e di recuperare costi attraverso il taglio dei diritti e di parti economiche del CCNL.

L’intesa separata è ancor più preoccupante in quanto si colloca nella fase delicata e difficile del confronto con il Governo e le parti datoriali sul modello contrattuale. A questo si aggiungono i riflessi negativi dovuti dai recenti provvedimenti varati dal Governo che hanno peggiorato l’accordo del Protocollo proprio sui temi della nostra piattaforma (mercato del lavoro, orario, appalti, etc.).
Ed è in questo contesto che il raccordo tra la Confederazione e la categoria sul piano più generale e sulla firma separata, risulta essere sempre più necessario.
Confcommercio ha indubbiamente colto questo momento a lei favorevole per arrivare ad una soluzione contrattuale che favorisca l’applicazione dei nuovi provvedimenti legislativi.

Questa filosofia era stata contrastata nei 18 mesi con scioperi, manifestazioni, presidi, poi è prevalsa nelle altre organizzazioni la decisione di fare l’accordo a condizioni per noi inaccettabili.

La responsabilità della rottura dell’unità sindacale sta quindi in capo a Fisascat e Uiltucs che hanno scelto di non tenere in considerazione le obiezioni della Filcams e non hanno rispettato le regole di gestione della vertenza che insieme si erano sottoscritte.

Sottolineiamo altresì che tali regole prevedono anche che le ipotesi di accordo devono essere sottoposte, prima della firma definitiva, alla consultazione dei lavoratori, che dovrà essere ampia e certificata, ed alla quale la FILCAMS CGIL non intende rinunciare.

Anche con Confesercenti si è assistito alla firma frettolosa dell’accordo separato, di fatto senza neanche riprendere il confronto.

Di segno opposto è l’ipotesi di accordo del contratto nazionale della Distribuzione cooperativa, siglato unitariamente.

In questo contratto vengono rafforzati i diritti, la stabilizzazione dell’occupazione e qualifica il confronto al secondo livello su temi fondamentali quali l’organizzazione del lavoro e gli orari, compreso il lavoro domenicale.

La soluzione pari a 150 euro ha subito il condizionamento dell’esito del contratto del terziario, ma non vi sono stati scambi impropri. Consideriamo questi risultati sufficienti nel merito e l’ipotesi di accordo, in quanto unitaria, politicamente importante in relazione al quadro generale nel quale si colloca.

Il Comitato direttivo nel ribadire che la firma separata del contratto nazionale è un fatto grave che potrà avere conseguenze negative anche al di là della vicenda contrattuale, decide di intensificare anche nel mese di settembre, in tutti i luoghi di lavoro le assemblee per discutere di quanto è successo e per consentire ai lavoratori di conoscere i contenuti dell’intesa separata e le ragioni del nostro dissenso. Inoltre da indicazioni alle strutture territoriali di porre in essere tutte le iniziative di mobilitazioni e di presidio presso le sedi di Confcommercio e Confesercenti, al fine di sensibilizzare anche l’opinione pubblica.
Convoca inoltre entro metà settembre una riunione dei segretari regionali e delle aree metropolitane per individuare le condizioni e le modalità per promuovere un’iniziativa di mobilitazione e di lotta a carattere nazionale. Convoca infine l’assemblea nazionale dei quadri e dei delegati e delegate entro la terza decade del mese di settembre per fare una valutazione complessiva e promuovere le conseguenti iniziative di mobilitazione e di lotta.

APPROVATO CON 1 VOTO CONTRARIO E 2 ASTENUTI