mercoledì 4 aprile 2007

    Pagina 7 - Verona


    IL CASO
      Upim aperta nelle feste,
      sindacati in rivolta
      «Intervenga il sindaco»
        « Contrasteremo questa scelta
        E anche la Regione dica di no »

        Matteo Oxilia
          VERONA – « No, la domenica no » . Il caso Upim smuove i sindacati. Che si riuniscono e, per adesso, pensano ad azioni di protesta. « Credo che per comprare una canottiera si possa aspettare il lunedì mattina, non per forza la domenica. Non vedo il motivo per tenere aperto – dice Silvano Pandolfo della Cisl -. Il normale orario d'apertura dei negozi, dalle 8 alle 21 sei giorni su sette, basta e avanza » . Si cerca il bis. Dopo il successo di Natale, Upim vuole ripetersi anche a Pasqua. Ma quello che fa arrabbiare di più è che il grande magazzino terrà aperto non una domenica qualsiasi « ma la domenica di Pasqua – sbotta Adriano Filici, segretario generale di Filcasm – Cgil – bisogna imporre la chiusura nelle festività laiche o religiose. Nessuna deroga.

          La Regione deve intervenire. Contrasteremo la scelta dell'Upim » . Non tira una buona aria. C'è chi chiede l'aiuto anche degli stessi cittadini affinchè « non entrino e non alimentino – dice Paola Salvi di Cgil - un business che calpesta i diritti dei lavoratori » . Ma è una questione anche politica. Richiedono a gran voce l'intervento del Comune. Della serie: sindaco ci pensi lei. « Ma deve fare qualcosa davvero – continua Filici – non una lettera di consolazione, come quella mandata quasi di nascosto ai sindacati a Natale. L'unico a farsi sentire è stato il vescovo ( definendo l'iniziativa di Upim « ottusa » , ndr) » .

          Un altro punto all'ordine del giorno: la liberalizzazione delle aperture dei negozi nelle 52 domeniche annuali.

          « Chiediamo che il limite si abbassi a 12 – chiosa Pandolfo – è più che sufficiente. Un lavoratore ha il sacrosanto diritto di vivere la propria vita e le proprie tradizioni » .