Nella riunione-fiume che la segreteria della Cgil ha tenuto ieri, a dire la verità si è parlato più di fase, congresso (le commissioni preparatorie che devono elaborare le tesi su una traccia che il segretario ha già scritto si sono formate e riunite) e rapporti sindacali che di Unione. Marigia Maulucci spiega così la posizione della segreteria: «Vogliamo parlare di contenuti e programmi. Sollecitiamo l'Unione - e in teoria tutti gli schieramenti ma con questa maggioranza è impossibile - ad affrontare tale punto, non altri. Speriamo di poterlo fare, presto, anche insieme a Cisl e Uil». Non è il “patto di legislatura” che chiede Pezzotta alle forze sociali ma un poco ci si avvicina, di certo ricorda il “patto tra produttori”, ove Confindustria vi aderisse (nuove avances sono arrivate ieri da Montezemolo), visto che al centro, per Maulucci, devono starci «politica dei redditi e recessione economica». Aldo Amoretti, presidente dell'Inca e riformista doc, scuote la testa: «Prima dovrebbero mettersi d'accordo i sindacati tra di loro, poi confrontarsi con la politica. Altrimenti ti ascoltano con cortesia ma la tua forza argomentativa è scarsa. Non puoi chiedere unità all'Unione ed essere diviso su questioni cruciali (legge sulla rappresentanza, riforma della contrattazione): finirà che la Cisl chiederà tutele alla sola Margherita e le rotture tra noi ricominceranno da capo». Esponenti della segreteria cigiellina fanno capire che Epifani sta già cercando una mediazione con Pezzotta e Angeletti sugli assetti contrattuali ma altri dubitano che la schiarita, su un tema così caldo, arrivi prima delle politiche e di un nuovo governo con cui impostare una contestuale politica dei redditi (e dunque prima del XV congresso della Cgil). Agostino Megale, presidente dell'Ires Cgil, vede invece aprirsi una «fase nuova», quella di un dialogo con Prodi e con tutti i partiti della coalizione, e ritiene «la fase della lettera dei 12 apostoli alle nostre spalle». Ma si chiede se la Cgil saprà, come i Ds, «farsi mediatrice dell'esigenza di tutto il sindacato a un'interlocuzione forte e alta con l'Unione sui programmi». Una base di partenza, per Megale, è la Carta dei lavori presentata dalla coppia Damiano-Treu nel corso della legislatura (e Cesare Damiano, responsabile Lavoro dei Ds, sottolinea che «il centrosinistra ha a cuore l'unità del sindacato per fare le riforme»). |
Va da Prodi la Cgil, la sinistra oltre lo specchio
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021