| LUNEDÌ 15 MARZO 2004 |
| Pagina 29 - Economia | |
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IL CASO INTESA PILOTA Accordo azienda-Cisl-Uil. Un referendum e la Cgil firma Unità sindacale a Carrefour c´è il contratto "due per tre"
Che fare? I tre sindacati hanno deciso di dare la priorità all´unità: niente accordi separati. Si sta uniti, costi quel che costi. Dunque hanno deciso di presentarsi al voto dei lavoratori con un «patto»: se la bozza avesse ottenuto il gradimento della base, la Cgil si sarebbe tappata il naso e avrebbe firmato. Se al contrario fossero prevalsi i «no» Cisl e Uil avrebbero buttato la bozza nel cestino. Prendere o lasciare, ma in tre. Il referendum, cui ha partecipato circa l´80 per cento dei 25 mila dipendenti del gruppo, si è svolto giovedì e venerdì scorso. I risultati ufficiali si sapranno solo stasera, ma pare che il 60 per cento della base abbia deciso di sposare la scelta di Uiltucs e Fisascat impegnando quindi la Cgil a sottoscrivere la bozza. «Al di là delle diversità di valutazione (noi al contrario della Filcams siamo convinti che la mediazione ottenuta sia più che onorevole) ci premeva mantenere l´unità - dice Brunetto Boco, segretario generale Uiltucs - e non avremmo mai accettato accordi separati e pensiamo che l´idea di impegnarsi sui risultati del referendum sia valida ed esportabile ad altri contratti integrativi». Il realtà il caso Carrefour è particolare, sia per le dimensioni del gruppo che per la sua storia. Carrefour è il numero due della grande distribuzione mondiale (il primo è Wal Mart) presente in Italia con 35 ipermercati, 350 supermercati Gs, 670 «superette» e 14 cash&carry. Sviluppatosi da una serie di fusioni presentava al suo interno diversità di trattamento fra i dipendenti legate proprio a tali stratificazioni. L´integrativo che sembra andare verso l´approvazione elimina le divergenze normative, ma fissa l´erogazione del premio variabile per i nuovi entrati a due anni dalla data di assunzione. Differenze che alla Cgil non piacevano, ma che ora «in nome del popolo sovrano» accetterà. |