gioved? 14 settembre 2006

    Pagina 11 - Capitale e Lavoro


    Ue, riparte la Bolkestein
      Un nuovo testo in parte emendato approda a Strasburgo. Ancora poco chiaro sui lavoratori

      Alberto D'Argenzio
        Nulla sembra pi? poter fermare quella che in origine si chiamava Bolkestein, la discussa direttiva sulla liberalizzazione dei servizi riprende infatti a camminare verso l'approvazione definitiva, che avverr? - a meno di sorprese - entro la fine dell'anno. Ieri l'eurodeputata socialdemocratica tedesca Evelyne Gebhardt, relatrice del rapporto sulla direttiva, ha presentato 11 emendamenti al testo concordato tra i 25 a fine maggio. A Strasburgo, il voto in seconda lettura avverr? in due riprese: nella Commissione mercato interno (23 ottobre) e nella sessione plenaria (novembre). Il voto rischia per? di essere una pura formalit?: il centro-destra non vuole infatti rimettere le mani su un testo che rimane denso di pericoli per i lavoratori, soprattutto perch? poco chiaro.
          ?La Gebhardt ha una posizione soft - accusa il verde Pierre Jonckheer - la direttiva non ? chiara, non offre garanzie giuridiche. La Corte di giustizia avr? una grande mole di lavoro mentre la Commissione prover? a influire, dando degli orientamenti?. E la Commissione Barroso non brilla certo per attenzione al sociale. Inoltre, gli 11 emendamenti Gebhardt - su diritto del lavoro, servizi sociali, protezione consumatori e cooperazione tra Stati - non sembrano convincere popolari e liberali, contrari a dei cambiamenti che hanno almeno il pregio di chiarire alcuni aspetti sulla tutela di lavoratori e consumatori.
            A febbraio il Parlamento eliminava a larga maggioranza il discusso principio del paese d'origine (per cui un lavoratore sottost? alla legislazione del paese in cui ha sede l'impresa e non di quello in cui viene erogato il servizio), ma la depurazione vale solo per i lavoratori dipendenti e non per quelli autonomi. Il testo usciva da Strasburgo con un grande appoggio, figlio dell'intesa popolari-socialisti, ed effettivamente stravolto, ma anche assai poco chiaro. A fine maggio i 25 hanno introdotto il Registro pubblico europeo: ogni Stato membro dovr? giustificare perch? non apre un dato settore alla concorrenza delle imprese degli altri paesi Ue (la direttiva specifica che si pu? solo per ragioni di ?ordine pubblico, salute pubblica e di tutela ambientale?) esponendosi cos? alle pressioni delle altre capitali e della Commissione volte a smantellare gli ostacoli alla liberalizzazione. Non ? un caso che questo Registro sia figlio delle pressioni dei nuovi paesi dell'est. Per volont? di Londra i 25 cancellavano dall'articolo 1 il riferimento alla Carta dei diritti fondamentali, mentre Parigi riusciva ed escludere dal campo di applicazione i notai (categoria gi? ben protetta). Per il resto il campo di applicazione rimane immutato con l'esclusione della sanit?, degli audiovisivi, delle agenzie interinali, dei servizi sociali di prossimit? (case popolari, asili, aiuti a famiglie disagiate) e di settori come la posta, l'elettricit?, il gas, l'acqua, il trattamento di acqua e rifiuti. La Bolkestein varr? per tutti gli altri servizi.