| Pagina 33 - Economia |
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Il nostro paese al secondo posto a ottobre (2,8%). Cerutti, vicepresidente Confindustria: sui maxi-aumenti il governo doveva agire Ue, l´inflazione scende sotto il 2% Ecco tutti i rincari record in Italia: poste, alimentari, sigarette
Tutte "fredde" le notizie di giornata sui prezzi. Ad ottobre, l´inflazione annua è scesa al 2% nella zona euro ed all´1,8% per l´intera Ue rispetto al 2,2% ed al 2,0% di settembre. E´ quanto ha annunciato Eurostat. I livelli massimi dei prezzi si sono osservati in Irlanda (3,3%), Italia e Portogallo (entrambi 2,8%) e Spagna (2,7%); il meglio è in Finlandia (0,9%), Austria (1%), Germania e Danimarca (entrambi 1,1%). Valori stabili in Gran Bretagna, dove i prezzi al dettaglio, senza contare i mutui, sono fermi in ottobre e registrano un +2,7% tendenziale, poco sotto le attese e ai minimi da un anno. Idem negli States, con prezzi al consumo invariati in ottobre e in crescita su base annua del 2,3%. Anche qui si prevedeva un tenue rialzo. I dati sull´inflazione italiana in novembre escono giovedì, e gli addetti ai lavori interpellati da Radiocor stimano un rialzo tendenziale ridotto al 2,5%, come non si vedeva da agosto 2002. Un trend che, dicono, può stabilizzarsi. Ma chi guarda al passato recente, o più semplicemente va a far la spesa, vede questi discorsi come fumosa teoria. È ruvido anche Giancarlo Cerutti, vice presidente di Confindustria: «Il governo ha sbagliato moltissimo, perché doveva intervenire e non l´ha fatto ? ha detto l´imprenditore a un convegno fiorentino ? i prezzi sono aumentati tanto in Italia; il rapporto è stato di un euro ogni mille lire e l´hanno fatto i commercianti e chi gestisce servizi». All´Intesa dei consumatori non pare vero: «Finalmente anche Confindustria ci dà ragione». A mostrare, numeri alla mano, che lo scontento popolare non è campato per aria è un´elaborazione di Cittadinanzattiva, associazione di consumatori che ha trovato gli 85 prodotti del paniere cresciuti in 12 mesi più del 2,7% totale indicato dall´Istat. Esempi? Le patate sono aumentate del 23%, il pollo che spesso le accompagna si paga il 10% in più. Cattive notizie anche dai cartellini di ortaggi e legumi freschi, rincarati del 9,5%, contro il 7,6% della frutta fresca e il circa 5% di pesce e carni non bovine. Tra le prestazioni pesano due voci "incisive" come il bancoposta (+26,7%) e i servizi bancari (+9,1%), come pure i trasporti per nave (+20,8%) e le solite sigarette (+14,3% nazionali, +7% straniere). Assai più cari anche i pedaggi autostradali (6,7%), i trasporti extraurbani (+5,8%) e i voli aerei (6,5%). Per il caro casa ? a parte i prezzi del mattone, diciamo fuori concorso ? sono lievitate le utenze del gas (6,3%) e dell´acqua (4,5%), ma non stanno indietro le riparazioni: elettrodomestici +4,8%, mobili +4,25%. Anche il tempo libero si adegua all´epoca dell´euro: +8,24% lo stadio, +7,2% i libri. I campeggi e gli agriturismi costano l´8,5% in più, un pasto al ristorante o in pizzeria +4,55%. Sono invece quasi in linea con l´inflazione ufficiale le discoteche (+3,5%), gli alberghi (idem) e le palestre (+2,9%). |