martedì 24 gennaio 2006 Pagina 21 - Trento A detta dei sindacati la cittadinanza è già ampiamente servita dalle aziende di commercio, viste soprattutto «le ampie e flessibili possibilità di apertura durante la settimana». Comunque, secondo Cgil, Cisl e Uil l'apertura domenicale non determina certo delle variazioni della capacità di spesa della clientela e quindi, nemmeno un incremento complessivo dei fatturati. Le aperture festive, quindi, determinerebbero solo un aumento dei costi organizzativi ed economici. « A trarre vantaggio da questa normativa potrebbe essere solo qualche impresa nazionale o multinazionale di grandi dimensioni, ma a scapito della rete distributiva locale». Nemmeno la delega ai Comuni, sulla decisione dell'apertura festiva dei negozi è vista con favore: «Potrebbe comportare conflitti tra territori e comportamenti emulativi da parte di amministrazioni comunali». Una pietra tombale sul disegno di riforma: «Chiediamo di abbandonare totalmente l'impostazione contenuta nella proposta dell'assessorato, che troverà la nostra più ferma opposizione in tutte le sedi». I sindacalisti peraltro chiedono la ridefinizione delle aree turistiche, «sia in termini di durata che di estensione territoriale, eliminando le storture sul tipo dell'Alta Valsugana». |
Trento. No dei sindacati alla riforma del commercio
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021