La protesta Vertenza sul contratto nazionale. La Cisl: no all'attività nei festivi Acquisti di Natale, rischio sciopero L'ultimo rinnovo (2004), giunto con diciassette mesi di ritardo, aveva apportato benefici sostanziali ai lavoratori (125 euro di aumento, introduzione e miglioramento del lavoro precario, avviamento dei fondi di assistenza), il tutto, però, con una spesa elevata da parte della Confcommercio che, a oggi, non ha voluto ancora entrare nel merito del rinnovo dribblando sia la parte economica (richiesti 78 euro lordi in più), che quella normativa (orari di lavoro, fondi pensione). «In un mondo dove il mercato del lavoro progredisce a ritmi serrati e le innovazioni sono quasi all'ordine del giorno, soprattutto nel terziario — dice Walter Bonatti della Fisascat Cisl — i commercianti vorrebbero che il contrato nazionale andasse di pari passo e li tutelasse nel migliore dei modi». Proprio ieri mattina la Fisascat Cisl ha ribadito il dissenso alle aperture domenicali e festive dei negozi reputandole «inutili e con l'unica conseguenza di peggiorare la vita ai lavoratori del commercio con rinunce alla vita familiare e sociale». «I negozi normali sono più che sufficienti per ottemperare alle esigenze dei consumatori », afferma Giovanni Agostini della Fisascat-Cisl del Trentino. «È inconcepibile che in zone come Arco e Riva la legge provinciale consenta l'apertura di esercizi pubblici 48 domeniche all'anno su 52 totali». All'affermazione che tutto il territorio trentino venga considerato località turistica, (fatta eccezione per la Val d'Adige e Vallagarina), Agostini replica: «Il turista cerca musei, paesaggi, attrazioni culturali e turistiche, non negozi». Gabbiano Santin |
Trento. Acquisti di Natale, rischio sciopero
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021