18 febbraio 2003
Toscana e Emilia Romagna
Turismo, le regioni vogliono scappare dalla crisi
Toscana
Firenze punta sui poli espositivi
Verranno investiti 165 milioni
MILANO La Regione Toscana ha messo a disposizione
dei tre poli espositivi regionali 83
milioni di euro, che produrranno con l'intervento
di altri enti pubblici e di soggetti privati
investimenti per 165 milioni di euro nel
triennio 2003-2005. La somma più significativa
è riservata, al quartiere fieristico fiorentino.
Il resto sarà attribuito ad Arezzo e Carrara.
Per Firenze Expo & Congress, la società
per azioni che gestisce Fortezza da Basso,
Palazzo dei Congressi e Palazzo degli Affari,
le tre strutture, che a pochi passi dal centro
storico di Firenze, accolgono ogni anno
1.700.000 visitatori e congressisti di tutto il
mondo, è previsto uno stanziamento di 61
milioni di euro. «E’ un intervento economico
significativo - ha ricordato l'amministratore
delegato di Firenze Expo & Congress,
Pietro Marchini, durante un incontro al Bit
di Milano - che ci permetterà di migliorare
ed ampliare la nostra ricettività e riqualificare,
ampliandoli, gli spazi fieristico-espositivi».
I progetti sono già pronti e possono
essere realizzati in breve tempo, valorizzando
ulteriormente il quartiere fiera di Firenze.
Il primo intervento, già programmato,
prevede una ricapitalizzazione delle società
di gestione del quartiere fieristico fiorentino
da parte dei soci, per un importo di circa 10
milioni di euro. Da qualche tempo Firenze
Expo & Congress sta attendendo di poter
ampliare la propria ricettività, in particolare
per quanto riguarda l'attività congressuale.
La costruzione, prevista per il 2004, di un
nuovo e moderno centro congressi da oltre
2500 posti porterà la capienza ricettiva congressuale
a quasi 5000 posti. «Il polo fiorentino
continua Marchini - ha dimostrato di
essere in grado di accogliere e gestire grandi
eventi culturali e scientifici come il congres-
so europeo sui problemi della respirazione,
che ha visto la presenza di oltre 16 mila
medici e ricercatori o il recente Social Forum
Europeo, che proprio nelle strutture
della Firenze Expo aveva trovato accoglienza».
Da una recente indagine dell'Irpet (Istituto
Regionale per la Programmazione Economica
della Toscana) è emerso che Firenze
Expo & Congress ha un giro d'affari annuo
di circa 18 milioni di euro. Le attività collegate,
però, producono un fatturato di circa
384 milioni di euro ed un valore aggiunto
stimato attorno ai 250 milioni di euro. L'attività
di Firenze Expo & Congress S.p.A., quindi,
rappresenta un volano economico in grado
di innestare un moltiplicatore di ben 20
volte superiore al proprio fatturato. In termini
occupazionali l'attività congressuale e fieristica
vale circa 8.400 posti di lavoro nell'indotto.
Anche dal punto di vista turistico il
polo espositivo fiorentino esprime valori
economici molto significativi: oltre il 70%
dei partecipanti ai congressi, alle fiere, ai vari
eventi, ha pernottato in un albergo cittadino,
producendo un fatturato indotto di circa
200 milioni di euro, pari al 22% della
spesa turistica complessiva.
p.b.
Emilia Romagna
Errani: innovazione e ambiente
per un’offerta competitiva
MILANO Emilia Romagna in parziale controtendenza
alle previsioni preoccupanti
che incombono sul settore turistico in
generale. È un’edizione sottotono quella
che si è aperta quest’anno alla Borsa Internazionale
del Turismo: l’incerta situazione
politica internazionale e la debole
congiuntura economica continuano a rimandare
la ripresa di un settore che, come
pochi altri, risente direttamente del
clima generale d’insicurezza. Sette italiani
su dieci - come emerge dal Rapporto
congiunturale sulle vacanze degli europei
presentato ieri alla rassegna - non
sanno ancora se e dove trascorrere le
prossime vacanze, mentre nel 2002 gli
indecisi erano solo cinque su dieci.
Eppure allo stand dell’Emilia Romagna,
fra i più affollati ed estesi dei presenti
in Fiera, i toni non sono allarmistici nè
lamentosi: il bilancio in sostanziale tenuta
dello scorso anno, con un incremento
dello 0,8% degli arrivi nell’intera regione,
benchè con un calo dello 0,9% dei
giorni totali di permanenza, permette di
parlare di buone prospettive.
«È la qualità la carta vincente per il
sistema turistico dell’Emilia Romagna ha
commentato il presidente della regione,
Vasco Errani - qualità dell’accoglienza,
delle strutture ricettive e delle proposte
culturali, ma anche dell’ambiente.
Per questo bisogna investire in sistemi
per abbattere le polveri nell’aria, nei sistemi
di depurazione, nelle fognature, nell’acqua».
«Ma per fare ciò - ha continuato
- occorre un progetto nazionale per il
turismo, in grado di risolvere quei problemi
che nessuno, lo stato, le regioni, le
comunità locali, è in grado di affrontare
da solo». La proposta lanciata al governo
è, dunque, quella di un tavolo di cooperazione
fra strutture centrali ed enti locali,
in grado di colmare la mancanza di una
dimensione italiana nel campo della promozione
e in grado di riconsiderare le
risorse, tuttora risibili, messe a disposizione
del settore. «Servono leve fiscali per
l’innovazione del prodotto e del sistema
industriale - ha concluso Errani - visto
che il turismo è la principale industria
italiana».
D’altronde la proposta arriva da una
fonte ben qualificata, se il turismo dell’Emilia
Romagna, riviera in primo luogo,
ma anche terme, appennino e città
d’arte, gode di un indice di fedeltà degli
ospiti superiore al 70%. E non si tratta
solo di buona accoglienza e di sicurezza,
ma anche di capacità di riqualificare le
imprese, integrarndo prodotti quali la natura,
la cultura, l’enogastronomia e gli
intrattenimenti. «Gli investimenti regionali
in campo - ha sottolineato l’a.d. di
Apt servizi, Giuseppe Chicci - sono per il
2003 di 7 milioni di euro: 4,6 sul mercato
interno e 2,4 sull’estero».
l.v.