Pagina 15 - Turismo Terme Italia in cerca di rilancio Il termalismo italiano si trova un po' in mezzo al guado, anche se ha ben chiaro come uscire dalla fase di stasi. Il guado è dovuto a tanti fattori: il termalismo tradizionale continua a subire un'annosa crisi; per fortuna, negli ultimi anni, la forte crescita del settore benessere e la ristrutturazione di tante sedi termali hanno svecchiato l'offerta, hanno portato nuovi clienti, di fascia più giovane e hanno recato beneficio a un comparto in difficoltà. Il cambio di pelle delle terme italiane, però, non basta. Così come tutti gli altri comparti del turismo, anche quello termale ora punta a fare squadra. Già il riconoscersi in un'unica federazione di riferimento (Federterme-Confindustria rappresenta il 99% delle aziende del settore) è un passo significativo; ma l'azione sul territorio va coordinata con le altre realtà che vi operano. Non è un caso che, anche grazie al lavoro della federazione, già in sei regioni (Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio e Campania) siano sorti consorzi termali per ottimizzare l'offerta e proporsi uniti al mercato. Il comparto, d'altronde, è forte di 380 stabilimenti distribuiti in 170 comuni, con quattro regioni in evidenza: Campania (114 strutture), Veneto (110), Emilia Romagna (24) e Toscana (22). Nel 2006 ha dato lavoro a oltre 16 mila dipendenti. Nel 2005 il fatturato, depurato dai ricavi alberghieri, è stato di 708,4 milioni di euro (pari in media a quasi 1,9 milioni di euro per stabilimento), +2,5%, ma inferiore al +7,1% registrato nel 2004, mentre l'anno scorso la crescita percentuale è stata del 3,6%. Quest'anno essa è stimata all'1,8% |
Terme: Italia in cerca di rilancio
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021