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domenica 9 ottobre 2005 Pagina 4 - Economia Eppure, tra tutte le accuse possibili, quella di "scarsa liberalizzazione" sembra esagerata, anche per un recente decreto entrato in vigore proprio nell´agosto scorso che ha ulteriormente liberalizzato il mercato delle consulenze fiscali mettendo in concorrenza Caf e commercialisti. Ma procediamo con ordine: Caf e Patronati si occupano di ambiti diversi: fiscale i primi e previdenziale i secondi. I primi suppliscono ad una serie di servizi che il Fisco italiano non dà ai lavoratori dipendenti (in pratica i modelli "730"): controllano l´ammissibilità della documentazione del contribuente (con relativa assunzione di responsabilità) e trasmettono i documenti all´Agenzia delle entrate e al datore di lavoro. Per questo lavoro lo Stato riconosce ai Caf circa 15 euro a pratica. Nel 2004 sono stati 14,5 milioni i cittadini a rivolgersi ai 15mila sportelli Caf quindi il costo per l´amministrazione ha superato i 220 milioni a cui si aggiungono altre commissioni per altri tipi di tributi (Ici, 8 per mille Irpef è così via) per una stima che supera i 300 milioni di euro. Una torta in cui le aziende di servizi collegati a Cgil, Cisl e Uil fanno la parte del leone, ma devono comunque vedersela con ben 70 altre organizzazioni analoghe: infatti con la riforma del ´98 un Caf può essere organizzato da associazioni di categoria o imprenditori che si associano tra di loro. Esiste il Caf dell´Assolombarda e dell´associazione degli industriali di Torino, altri per i lavoratori artigiani e per i coltivatori diretti. Non solo, un ulteriore rivoluzione è arrivata da agosto quando si è stabilito che anche i commercialisti possono occuparsi di queste pratiche, un decreto che arriva dopo una battaglia arrivata fino all´Antitrust di Bruxelles (ai tempi di Mario Monti) in cui i commercialisti contestavano il monopolio sui "modelli 730". «In realtà anche prima ogni Caf doveva essere presieduto da un responsabile iscritto all´albo dei commercialisti - spiega Flavio Favilli, responsabile delle politiche fiscali della Cna- Non c´è mai stata nessuna "riserva": la verità è che per i commercialisti come per i Caf, l´importante è accedere al cliente per fornirgli consulenze a pagamento». Discorso simile per i Patronati, sono 25 (Inca, affiliato alla Cgil, è il più grande) e servono da "canale" tra i cittadini e gli enti previdenziali (Inps, Inail, Inpdap). Secondo il Cnel nel 2003 l´80% delle pratiche Inps sono passate attraverso i Patronati. Per questo servizio gli enti predispongono un fondo annuale (ha superato i 300 milioni di euro) che viene ripartito percentualmente in base alla domande processate. Anche per i Patronati si punta ad allargare la cerchia di servizi, sempre in un ottica di supplenza della pubblica amministrazione: ad esempio gli immigrati possono rinnovare i permessi di soggiorno per evitare le lunghe file nelle questure. |
Tanti raid, ma il monopolio non c´è più
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021