domenica 16 febbraio 2003
SONO 3 MILIONI 500MILA
GLI OCCUPATI IRREGOLARI
MILANO Ha una popolazione che conta quasi lo stesso
numero di abitanti come la Toscana, solo che i confini di
questa «terra sommersa», abitata da circa 3 milioni e 500
mila lavoratori irregolari, si estende da Nord a Sud del
Paese.
È questa l'istantanea scattata sul mondo dell'occupazione
irregolare dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre su
dati Istat relativi al 2001. In Calabria quasi un lavoratore
su tre (precisamente il 29,2%) non ha un contratto di
lavoro che rispetti la normativa vigente. Mentre per Campania
(24,7%) e Sicilia (23,6%) le «punte» di irregolarità
si abbassano leggermente. Così in questa classifica del
lavoro nero i record negativi spettano proprio al Sud: a
seguire troviamo infatti Basilicata (22%), Puglia (20%),
Sardegna (18,3%) e il Molise (18,1%). Ultime regioni
sono Emilia Romagna e Lombardia con una percentuale
di lavoratori in nero pari al 10% circa. E non lontano si
posizionano Veneto e Piemonte con l'11,2%, Trentino
Alto Adige (13%).
Dal 1995 al 2001 gli occupati irregolari sono cresciuti
dello 0,6% (281.000), con punte dell'1,3 % al Centro, e
addirittura dell'1,7% al Sud. Rimane invariato l'indicatore
a Nordest, mentre a Nordovest la percentuale è scesa
dello 0,2%. Ritornando ai dati assoluti riferiti al 2001, la
regione con il maggior numero stimato di lavoratori in
nero è la Lombardia (450.000). Segue la Campania
(426.000) e il Lazio (384.000). Di seguito Sicilia (351.000
unità) e Puglia (264.000). Al sesto posto il Veneto, dove
l'esercito dei lavoratori invisibili raggiunge poco più di
242.000 unità.