9 ottobre 2002
È atteso per oggi il via libera in commissione
Sommerso, proroga
verso il primo «sì»
ROMA. La proroga delle nuove norme
sull’emersione dal sommerso è in dirittura
d’arrivo in commissione Lavoro al Senato.
È infatti prevista per oggi l’approvazione del
disegno di legge di conversione del decreto
legge 210/2002 con la proroga per la
presentazione della dichiarazione progressiva
di emersione dal sommerso e la conferma per
un altro anno del lavoro supplementare nel
part time. Il via libera è, però, condizionato,
oltre che dalla discussione sugli emendamenti,
anche dall’arrivo del parere della commissione
Bilancio.
Il relatore del provvedimento, Carmelo
Morra (Fi), spiega che in questi giorni «il
dibattito di merito ha affrontato quei problemi
del sommerso che non trovano risposte
esaustive in un provvedimento incentivante
ma che deve coniugarsi con la strategia complessiva
del Governo sulle politiche di sviluppo. Il decreto legge
—dice — si collega alle riforme sul mercato del lavoro,
sulla flessibilità, nonché alla strategia complessiva del
Governo per il Mezzogiorno». Gli emendamenti al voto
oggi «chiariscono — dice ancora Morra —alcune parti
dubbie del provvedimento». Per questo motivo
è probabile che alcuni siano approvati. È il caso —
spiega per esempio il relatore — del ruolo dei Comitati
per il lavoro e l’emersione dal sommerso (Cles) in rapporto
soprattutto con le vecchie commissioni provinciali e
in merito anche alla designazione dei componenti.
A quest’ultimo proposito, infatti, per Morra «il
provvedimento all’esame della commissione Lavoro
del Senato non è chiaro, in alcuni casi, su chi
debba essere il rappresentante del Comune e quello
della Asl. In ambito provinciale sarà l’Anci
— dice il relatore — a indicare chi sarà il Comune che
dovrà designare il rappresentante, mentre spetterà alla
regione indicare l’Azienda sanitaria locale competente a
proporre il proprio rappresentante all’interno del Cles».
Con le nuove regole e, in particolare, in
riferimento alla presentazione delle dichiarazioni,
mentre rimane invariata la scadenza
del 30 novembre 2002 (articolo 1 della legge
383/2001), per i piani di emersione progressiva
viene stabilito che il termine per la presentazione
del piano è prorogato al 28 febbraio 2003 e quello
della dichiarazione è fissato al 15 maggio 2003.
Ma il provvedimento introduce anche altre
novità che riguardano le imprese edili e il
lavoro supplementare nel part time.
Analogamente a quanto previsto dall’articolo
45, comma 18 della legge 144/1999, il decreto
legge in via di conversione prevede per un
ulteriore quinquennio, cioè fino al 31 dicembre
2006, il beneficio contributivo a favore
delle imprese edili previsto dall’articolo 29,
comma 5 del Dl 144/1995 (convertito nella
legge 341/1995). Il beneficio consiste in una
riduzione sull’ammontare delle contribuzioni
previdenziali e assistenziali diverse da quelle di
pertinenza del Fondo pensioni dei lavoratori
dipendenti, limitatamente, però, agli operai
occupati con orario di lavoro non inferiore alle
40 ore settimanali.
Sui supplementari nel part time, invece, il decreto
legislativo 61/2000, che attua la direttiva comunitaria
sul lavoro a tempo parziale, ha demandato alla
contrattazione collettiva la determinazione
dei limiti del lavoro supplementare da effettuare
nel rapporto di lavoro a tempo parziale, sia nel corso
dell’anno, sia nella singola giornata, nonché le causali
obiettive che lo consentono.
In attesa della disciplina contrattuale, nello stesso comma
è stato stabilito che il ricorso al lavoro supplementare
non potrà superare il 10% della durata dell’orario di
lavoro a tempo parziale riferita a periodi non superiori
a un mese e da utilizzare nell’arco di più di una settimana.
Inoltre l’effettuazione del lavoro supplementare
richiede in ogni caso il consenso del lavoratore interessato:
il suo rifiuto non costituisce infrazione disciplinare, né
giustificato motivo di licenziamento.
Il provvedimento ha fatto salvi i contratti a tempo parziale in
essere alla data di entrata in vigore, sino alla loro naturale
scadenza e comunque per un periodo non superiore a un anno.
Ora, il decreto legge in via di conversione rinvia questo
termine al 30 settembre 2003.
N.T.