Pagina 45 - Economia Nulla di fatto nel vertice tra Welfare e parti sociali. Sindacati preoccupati: ora parta una trattativa Slitta al 2006 la riforma del Tfr Maroni: il decreto a ottobre Da gennaio scelta dei lavoratori tra liquidazione e fondo Così entro la fine di giugno il Consiglio dei ministri dovrebbe dare il via libera alla bozza di decreto per la riforma del Tfr, poi ci sarà il parere delle commissioni parlamentari e, nel frattempo partirà il confronto con le parti sociali. Infine, entro il 6 ottobre (giorno in cui scade la delega delle Camere al governo) dovrà esserci l´approvazione definitiva della riforma. Tra ottobre e la fine dell´anno scatterà una campagna informativa capillare per consentire ai lavoratori di fare la propria scelta - attraverso il meccanismo del "silenzio-assenso" - con consapevolezza. A questo scopo il Welfare è intenzionato ad utilizzare parte dei 20 milioni stanziati per la riforma del Tfr con il pacchetto competitività. Per il 2006 erano previsti 200 milioni e 500 per il 2007. In questo modo Maroni ha di fatto «azzerato» la situazione, come hanno rilevato i sindacalisti al termine della riunione. E, pur essendo preoccupate per l´ennesimo rinvio, Cgil, Cisl e Uil auspicano che i prossimi mesi possano consentire un confronto positivo sulla previdenza complementare il cui ruolo è fondamentale in un sistema pensionistico obbligatorio contributivo, nel quale l´importo della pensione finisce per ridursi di circa il 50 per cento rispetto all´ultimo stipendio. Per questo è necessario integrarlo. Il governo punta a trovare l´accordo con le parti sociali anche perché senza il loro consenso è difficile pensare che possa formarsi la "seconda gamba" della previdenza. Il Tfr (si calcola che il flusso annuo ammonti tra i 10 e i 12 miliardi di euro) costituisce, infatti, una parte della retribuzione differita dei lavoratori. Perciò i sindacati insistono nel chiedere che i fondi contrattuali chiusi siano favoriti rispetto a quelli aperti. Maroni ha poi assicurato che la Covip (l´autorità di sorveglianza sui fondi) tornerà ad avere pieni poteri, senza le limitazioni introdotte nella riforma sul risparmio approvata in prima lettura alla Camera. Il governo, infatti, ha presentato un emendamento al Senato. Ancora aperto è il capitolo relativo al trattamento fiscale dei fondi (l´ipotesi è di un´imposta intorno al 15 per cento) che dovrà tenere conto delle compatibilità di finanza pubblica. «Una scelta - ha detto Maroni - di natura politica e non tecnica». |
Slitta al 2006 la riforma del Tfr
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021