17 dicembre 2002
La Cgil insiste per una soluzione legislativa,
contrarie Cisl e Uil
Sindacato diviso sulla rappresentanza
MILANO. I sindacati confederali,
Cgil, Cisl e Uil, tornano a parlare della
legge sulla rappresentanza sindacale e
nel farlo tornano a dividersi. È accaduto
nel corso di un convegno organizzato
sull’argomento dai Ds, durante il
quale i segretari generali Guglielmo
Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti
hanno affermato la necessità di
regole condivise sulla rappresentanza
dei lavoratori, ma hanno anche ribadito
i loro "paletti" su come questa va
definita. Secondo la Cgil, è necessaria
una legge che stabilisca le regole, mentre
per la Uil un intervento legislativo
su questa materia rischierebbe di prefigurare
una società meno libera. Per la
Cisl, anche se le regole sono importanti,
il problema vero resta quello politico
di fronte a una «frattura profonda
tra le organizzazioni».
«Nella passata legislatura — ha detto
Epifani — abbiamo perso un’occasione,
eravamo a un passo dalla definizione di
un quadro condiviso di regole». Secondo
Epifani, queste regole dovrebbero
avere un «fondamento legislativo» così
come è avvenuto per il pubblico impiego.
«Quando si fanno accordi che valgono
per tutti — ha chiesto — si può fare
a meno del principio di maggioranza?
Gli accordi collettivi devono avere un
principio di validazione». Per il segretario
generale della Cisl, Savino Pezzotta,
le regole non risolvono i problemi
dell’unità sindacale, così come i problemi
del centrosinistra non si risolvono
con le primarie. «Non sono convinto —
ha detto —che rappresentanza e rappresentatività
debbano essere definite per
via legislativa, ma piuttosto per via negoziale».
Secondo Pezzotta, quella legi-
slativa e «una strada pericolosa», perché
«non sempre chi legifera sul sindacato
è amico del sindacato». Il leader
della Uil, Luigi Angeletti, è convinto
che siano necessarie regole che misurino
la rappresentanza anche se «non condivide
l’idea che sia necessario un referendum
per approvare un accordo sindacale,
perché così si metterebbe in discussione
il diritto ad associarsi».
E di rappresentanza ha parlato anche
il segretario dei Ds, Piero Fassino, secondo
il quale «va disegnato un nuovo
quadro normativo della rappresentanza
e della rappresentatività che investe anche
il problema dell’unità sindacale».
Per Fassino quindi servono «regole minime
per stabilire il peso di ciascun
sindacato e per misurarne il consenso»,
ma occorre anche «un impianto legislativo
che le recepisca».