E si avvicina la partita sulla manovra a Bruxelles La verità, nella confusa maratona di ieri, sta probabilmente nelle parole che Siniscalco ha detto a Pezzotta sull’entità delle coperture e sul contenuto del Dpef (documento di programmazione economico-finanziaria): «Non posso dare risposte chiare perché non so il profilo del rientro che negozierò con Bruxelles». Cioè se sarà di due o tre anni. Insomma la vera partita, ancora una volta, si gioca a Bruxelles dove ieri il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani si è intrattenuto a colazione con il suo «vecchio amico» Joaquin Almunia, il commissario europeo agli affari monetari protagonista della bocciatura italiana sul mancato rispetto del parametro del 3%. Sia Berlusconi che Siniscalco hanno parlato della volontà del governo di anticipare la Finanziaria prima della fine di settembre. Era un modo per rispettare la richiesta di rigore da parte della Commissione e anche da parte degli osservatori internazionali. Siniscalco non ha fatto mistero di aver colto, nei suoi recenti viaggi a Londra, un clima molto peggiorato nei confronti dell’Italia. La parola d’ordine dunque fino a ieri è stata "fare presto". Ma il timing non può sfuggire dalle cifre dell’autotassazione che scade il 20 giugno, dalla negoziazione del rientro dal deficit con Bruxelles, dall’Ecofin del 12 luglio. Solo dopo si potrà affrontare concretamente il capitolo Dpef. Meglio soprassedere, accontentarsi del ravvedimento operoso e di bonus più ricchi per le imprese che si concentrano.
Roberto Bagnoli
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Si avvicina la partita sulla manovra a Bruxelles
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021