12 dicembre 2002
Il 19 dicembre nuovo round sul rinnovo contrattuale
Trovate le risorse per i servizi di pulizia
Scuola, risolta
la vertenza Lsu
NOSTRO SERVIZIO
ROMA. Scampato allarme per i
16mila lavoratori socialmente utili
(Lsu) impegnati nelle pulizie di
2.300 scuole. Il Governo ha trovato
le risorse per finanziare e garantire
l’occupazione degli Lsu, per la
quasi totalità appartenenti alle regioni
del Mezzogiorno. La decisione
è stata presa ieri dal Consiglio
dei ministri.
Immediata è scattata la revoca
dello sciopero e della manifestazione
nazionale previsti per oggi. In
particolare, si legge nel comunicato
diffuso da Palazzo Chigi, «il
Consiglio si è impegnato a risolvere
i problemi di copertura finanziaria
con un apposito emendamento
al disegno di legge finanziaria.
Le risorse occorrenti saranno
tecnicamente individuate sui fondi
del 2003, che verranno integrati
con le risorse del Fondo per
l’occupazione, nel limite della
riduzione operata sulle disponibilità
del 2002. La decisione del Consiglio
dei Ministri — conclude il
documento — assicura per tutto il
2003, senza interruzione, i contratti
di lavoro in essere e quindi i redditi
dei lavoratori».
Un risultato che le federazioni
di categoria di Cgil, Cisl e Uil
giudicano «positivo perché premia
la grande capacità di lotta e di
mobilitazione di tutti i lavoratori.
In particolare sono da addebitare
al Governo e al ministero del Tesoro
i disagi ai cittadini, agli studenti
e alle loro famiglie, causati dalle
forme di lotta decise nel rispetto
delle regole democratiche e in difesa
di 16mila lavoratori e delle loro
famiglie».
I sindacati annunciano anche le
prossime mosse: «Continuare il
confronto con il ministero dell’Istruzione
per ottenere la stabilizzazione definitiva
degli Lsu impegnati negli appalti e
come collaboratori coordinati
e continuativi oltre la scadenza
del 2006, così come prevedono gli
impegni assunti dal ministero lo
scorso 27 novembre».
Riprende la trattativa docenti.
Sono bastate meno di ventiquattro
ore dalla minaccia di sciopero perché
il ministero dell’Istruzione invitasse
i sindacati a viale Trastevere
per discutere sul contratto.
L’appuntamento è per giovedì
prossimo, 19 dicembre. Nel mirino
dei sindacati, che martedì scorso
hanno proclamato unitariamente lo
stato di agitazione, non ci sono
soltanto le scelte di politica scolastica
del governo. Cgil, Cisl, Uil e
Snals puntano il dito anche contro
il decreto "tagliaspese" del ministero
dell’Economia e la Finanziaria
2003, due provvedimenti che
sembrano aver aperto una voragine
tra Governo e sindacati.
In discussione il nodo dei finanziamenti:
«Siamo di fronte a una mancanza
di certezze sulle risorse economiche
necessarie per dare rapida
conclusione al contratto dei lavoratori
della scuola. Cifre sulle quali il
Governo aveva assunto impegni
precisi con i sindacati. E —concludono
le confederazioni della scuola
—protestiamo anche per la mancata
tutela e stabilità degli organici
docenti e Ata, a causa degli interventi
oltremodo penalizzanti per la
scuola, previsti nella Finanziaria
2003 e dal decreto Tremonti».
L’incontro con il ministro Letizia
Moratti dovrebbe servire a sciogliere
questi nodi.
Intanto, resta confermato lo sciopero
di domani per tutto il settore
del pubblico impiego, dopo la rottura
della trattativa per il rinnovo
contrattuale. I sindacati annunciano
anzi nuove agitazione da decidere
nelle prossime settimane. La discussione
si è arenata sulla richiesta
di Cgil, Cisl e Uil di ottenere
l’anticipo del recupero dell’inflazione
programmata rispetto a quella
reale: circa 228 milioni di euro.
Una somma che mancherebbe nelle
casse del Governo.
LUIGI ILLIANO