mercoledì 23 marzo 2005 Io non l’ho proprio visti quei due quel giorno, ed infatti, non c’è nessun verbale che dice che io sono stata sorpresa a fumare». La signora Vincenzina ha però un’idea precisa del perchè l’azienda per cui lavorava, l’Edil pulizie, l’ha prima sospesa e dopo cinque giorni licenziata in tronco: «L’hanno fatto per un’altra causa che io avevo con l’azienda per una cosa che risale a due anni fa, il cui processo si è tenuto lo scorso 9 marzo. Affinchè io accettassi la loro proposta di conciliazione, ossia un altro lavoro da un altra parte. Ma io non l’ho accettato. Io voglio lavorare all’Enea, dove presto servizio da 31 anni». E poi c’è anche un altro motivo, sempre secondo la signora Vincenzina, che ha portato l’Edil pulizie al suo licenziamento: «Mi vogliono fare fuori anche perché ho scoperto che l’azienda non rispetta l’appalto per il quale l'Enea la paga. Avendo bisogno di lavorare di più, ho chiesto di poter fare degli straordinari che mi sono stati negati. È stato allora che ho scoperto che il capitolato d’appalto prevede che l’azienda debba prestare un servizio più ampio». Ad ogni modo, a prescindere dal fatto se la signora Vincenzina quella mattina del 4 di febbraio fumasse o meno, il provvedimento appare comunque spropositato. Spiega Claudio Ricci, della Filcams-Cgil: «Il provvedimento è senza alcun ombra di dubbio eccessivo. Ci sono anche altre sanzioni prima del licenziamento. Crediamo piuttosto che la signora sia stata presa di mira dall’azienda perché in qualità di rappresentante sindacale, ha rifiutato un accordo in una precedente trattativa per aumentare i parametri dell’appalto». Fatto sta che adesso la signora Vincenzina ha anche un problema di sostentamento. Dice: «Ho la pensione di reversebilità, prendo gli assegni familiari per il mio bambino, ed ho appena chiesto un prestito in banca. Ma io voglio solo il mio posto di lavoro». |
Roma. Fumava sul posto di lavoro: licenziata
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021