Ravenna - C’? incertezza sul futuro del negozio Upim di via Diaz. Mentre a livello nazionale, infatti, ? partita la procedura che prevede la chiusura di quindici punti vendita e il licenziamento di 445 persone, non si conosce nulla del destino degli store di Ravenna e Faenza.“Al momento non sono compresi nell’elenco - spiega Maura Masotti, responsabile della Filcams Cgil -, ma la situazione non ? comunque rosea”.Nel punto vendita ravennate, attualmente lavorano circa venti persone. Solo un quarto di queste hanno un contratto a tempo indeterminato. Due sono gli apprendisti e tutti gli altri sono lavoratori a tempo determinato, prossimi alla scadenza del contratto e, quindi, “pi? facilmente ricattabili”.“Tutti i nuovi assunti - prosegue la Masotti - hanno perso una fetta di denaro e di diritti. Una condizione peggiorata dal fatto che non si riescono a instaurare relazioni con l’azienda, perch? da gennaio il negozio ha cambiato direttore tre volte. Da due settimane il responsabile ? lo stesso del punto vendita di Ferrara destinato alla chiusura, e si trova a Ravenna solo pochissimi giorni alla settimana”.
La voce della chiusura del magazzino di via Diaz aveva cominciato a circolare anche qualche mese fa, quando i clienti notavano il mancato rifornimento di molti articoli. “Sappiamo che i negozi non stanno andando benissimo e certe voci non li aiutano di certo. Inoltre - conclude la Masotti - a renderci incerti ? anche il fatto che non sappiamo se l’azienda abbia intenzione di rinnovare il contratto di affitto dei locali, giunto alla scadenza”.Per protestare contro questa condizione, i sindacati confederali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato uno sciopero per l’intera giornata di sabato 3 giugno. Per Ravenna hanno gi? dato la propria adesione la maggior parte dei lavoratori, mentre a Faenza la riunione con i sindacati ? prevista per la giornata odierna.