sabato 12 ottobre 2002
Pulizie, al Sud 16mila posti a rischio
Niente fondi in Finanziaria. Dal primo gennaio saltano i servizi in 2.200 istituti scolastici
Angelo Faccinetto
MILANO Non c’è solo la Fiat con i suoi
8mila nuovi esuberi. E non c’è nemmeno
solo l’indotto. Per l’occupazione si profila
un nuovo colpo, quantitativamente ancora
più pesante anche se meno «visibile».
Dal primo gennaio 2003, nei servizi di
pulizia sono a rischio 16mila posti di lavoro.
Quasi tutti - l’85 per cento - concentrati
nel Sud, tra Sicilia, Calabria, Puglia e
Campania.
A lanciare l’allarme sono Legacoop,
Confcooperative, Confapi e, anche, Fise-
Confindustria. Che additano come responsabile
il governo. La legge Finanziaria
2003, infatti, si è «dimenticata» di stanziare
i fondi necessari a consentire la prosecuzione
dei servizi di pulizia in circa 2.200
istituti scolastici. Tutti del Centro-sud. E
tutti gestiti da lavoratori che, dopo essere
stati impegnati in attività socialmente utili,
hanno trovato stabilità grazie a quattro
consorzi di imprese, aderenti, appunto, a
Legacoop, Confcooperative, Confindu-
stria e Confapi, e a una convenzione con il
ministero della Pubblica Istruzione.
Benché i contratti firmati dai quattro
consorzi abbiano durata quinquennale, la
copertura finanziaria era stata prevista
esclusivamente per i primi diciotto mesi.
Cioè fino al 31 dicembre di quest’anno.
Per l’anno prossimo c’è il buio. Visto che
la bozza di Finanziaria varata dal governo,
come ricordato, per il 2003 non prevede
neanche un euro. Se non ci saranno ripensamenti,
dunque, i 16mila addetti verranno
«messi in libertà». Cioè licenziati.
Per scongiurare l’epilogo, che aggiungerebbe
difficoltà a difficoltà in zone già
duramente colpite dalla crisi occupazionale
rendendo in molti casi drammatica la
situazione, Legacoop, Confcooperative,
Confapi e Confindustria hanno chiesto
un incontro al governo. Non solo. Intewndono
anche predisporre iniziative adeguate
perché, nel contesto della discussione
generale della Finanziaria, «anche il Parlamento,
nella sua interezza, sia consapevole
della gravità della situazione specifica».
Dal canto loro le organizzazioni sindacali
hanno preannunciato, nell’ambito della loro
autonomia, la predisposizione di iniziative
adeguate.
Le difficoltà occupazionali, però, non
finiscono qui. Ieri a Fiumicino si è svolta
una manifestazione dei lavoratori dell’Italiatour
che temono per il proprio futuro.
Mentre i sindacati dei trasporti di Cgil,
Cisl e Uil della Lombardia denunciano,
con un comunicato unitario, il precipitare
della crisi nel settore dei trasporti su gomma.
La Overland Spa, azienda che orbita
nell’area della Merzario (gruppo Finmatica),
una delle ultime aziende del settore
trasporti-logistica a capitale italiano, ha
aperto le procedure di mobilità per 15
lavoratori a Melzo (Milano) e quattro a
Torino. Per protestare contro il provvedimento,
Filt, Fit e Uilt hanno indetto una
prima giornata di sciopero per lunedì prossimo.
Il sindacato ritiene che le motivazioni
siano pretestuose. E preludano a problemi
occupazionali che potrebbero investire
tutto il gruppo Merzario. Con ricadute
sulla capacità dei gruppi a capitale italiano
di restare sul mercato.