SINDACATI. IL PROF ASPETTA LA CGIL CHE ASPETTA ?SVOLTE? IN POLITICA ECONOMICA Prodi vuole il concerto, manca il primo violino Prodi, in particolare con i leader cislini, avrebbe puntato - oltre a una prima presa di contatto con i nuovi vertici - a investire con forza sulla necessit? del ritorno a una stagione di concertazione o comunque di forte dialogo sociale e sarebbe orientato a convocare ?subito? le parti sociali, non appena si former? il governo. Insomma, il metodo sar? quello del confronto e i tempi molto celeri. ?Un governo dalla maggioranza risicata ha bisogno di un sindacato autonomo e autorevole ma soprattutto tendenzialmente unitario? ? l’analisi di fonti ex sindacali oggi vicine al governo, ?e di un fitto dialogo con le parti sociali che permetta di presentare i propri progetti come gi? forti di un buon consenso sociale?. La stessa proposta leit motiv della campagna elettorale, la riduzione del cuneo fiscale, potrebbe rappresentare un modo per disinnescare la polemica ?ideologica? sulla legge 30, puntando a rendere da subito meno conveniente il ricorso al lavoro precario e pi? concorrenziale il lavoro stabil e agendo solo in un secondo momento necessari correttivi alla Biagi: Resta da capire quanto la Cgil accetter? un panel di questioni dentro cui far rientrare ?anche? la discussione sulla legge 30, magari potendo incassare da subito risultati sulla ?lotta alla precariet?, cavallo di battaglia di Epifani, o quanto invece la sua ala sinistra ne condizioner? le scelte agitando secche richieste abrogazioniste. A partire dal rifiuto di tornare a una stagione ?neoconcertativa?. Epifani e Prodi si sarebbero limitati a fare, per ora, un ?giro d’orizzonte? sui rispettivi problemi e la Cgil a chiedere un metodo di consultazione ?diametralmente opposto? a quello del precedente governo ma pi? che su ?un tavolone? Epifani punterebbe su singoli obiettivi e tavoli mirati. Vero ? anche per? che, una volta incassati i punti condivisi da tutta la Cgil (sensibile riduzione del cuneo fiscale, lotta alla precariet?, investimenti in ricerca, innovazione e sviluppo), una Cgil che non si muova ?per partito preso?, come l’accusa di fare Bonanni, potrebbe aver interesse a rilanciare il dialogo confederale e la centralit? del sindacato, sempre che sulle politiche economiche del governo il segno della ?svolta? ci sia. Da questo punto di vista, le richieste ai candidati a sindaco di Milano, lanciate in modo unitario da Cgil, Cisl e Uil locali, che si sono spinti a chiedere una sorta di ?neoconcertazione alla milanese? fanno ben sperare. Morale: n? la Cgil si pu? permettere di vedersi ?scippare? dalla sinistra radicale troppi cavalli di battaglia e chiede a Prodi che sia lui il garante dell’unit? della coalizione e che le tensioni di questa non vengano ?scaricate? sul sindacato. N?, d’altro canto, ? utile che le divisioni del sindacato accentuino le divisioni di una maggioranza politica instabile. Certo ? che la Cisl (ieri la Uil ? rimasta a casa) non vuole ?rapporti privilegiati Prodi-Cgil n? scavalcamenti? e ribadisce che ?il vero valore aggiunto resta la concertazione?. Metodo visto con sospetto, in Cgil, dove l’idiosincrasia regna anche sulla parola, ma che potrebbe diventare una via politicamente obbligata. I sindacati, intanto, pur senza fare richieste esplicite si aspettano buoni segnali e profili ?alti? sulle poltrone dei ministeri di Economia (dove la Cgil gradirebbe lo ?spacchettamento?), Attivit? produttive e Welfare: la Cisl (come Confindustria) si aspetta nomi ?squisitamente riformisti?, la Cgil preferirebbe anche nomi non ?iperspecialistici? purch? rafforzati da sottosegretari ?competenti? ed entrambi i sindacati vedono alle porte lo spacchettamento anche del Welfare tra Lavoro e Politiche sociali. Qui i nomi forti, una volta fuori gioco Treu (per sua scelta) pare restino quello della Bindi e della Turco ma anche le quotazioni dei responsabili Lavoro di Ds e Prc (Damiano e Ferrero, entrambi molto stimati e da molti ambienti sociali e sindacali) restano alte. La vulgata malevola vuole invece che i sindacati preferiscano, nei ministeri che interessano loro, ministri non troppo ?preparati? n? troppo ?forti?, all’interno dei loro partiti al fine di potersi ritagliare un ruolo di maggior peso e influenza, sui temi del lavoro. |
Prodi vuole il concerto, manca il primo violino
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021