ROMA E’ una lotta senza posa, quella del Garante della PRIVACY Stefano Rodotà contro la dilagante tendenza a riprendere, registrare e controllare. Ora ci saranno paletti che salvaguardino il diritto alla riservatezza. L’ultima mossa è un decalogo sull’uso delle telecamere. Chi ci osserva, per quale scopo e che fine faranno quelle immagini? Gli scopi dovranno essere «chiari, leciti e nell’ambito delle leggi». Anche il trattamento ulteriore di dati deve avere «obiettivi determinati, espliciti, legittimi». Non solo: chi dà vita a banche dati, deve indicare i modi in cui raccoglie le informazioni, anche quando si tratta di videosorveglianza. Altre norme stabiliscono entro quanto tempo le immagini devono essere cancellate e prevedono la conservazione solo nel caso di reati o se la polizia sta compiendo delle indagini. La prima regola è informare. Nei luoghi di lavoro poi, ci si dovrà attenere allo Statuto dei lavoratori. In ogni circostanza, ci si dovrà limitare a raccogliere le immagini indispensabili.[m. g. b.]