| MERCOLEDÌ 28 APRILE 2004 |
| Pagina 34 - Economia | |
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Chiesti chiarimenti sui bond. Anche Tecnodiffusione e Enertad nel mirino Pressing della Consob sul bilancio Cremonini VITTORIA PULEDDA
Il primo caso è stato superato dagli eventi: la società infatti è in liquidazione, dopo il fallimento del tentativo di salvataggio e il rifiuto delle banche di tenere ancora in vita la società, trasformando tra l´altro il debito in capitale. Per Enertad, che fa capo ad Agarini, sono finiti sotto i riflettori della Consob i finanziamenti verso la controllante e la gestione accentrata della tesoreria; su entrambi i punti sono stati chiesti chiarimenti da inserire nel bilancio. Non c´è dubbio che dopo i disastri proprio dell´alimentare, la sensibilità sulle partite infragruppo sia diventata massima. E non a caso alla Cremonini, di gran lunga la società più importante di questa seconda tornata di "sorvegliate speciali", la Consob ha chiesto di spiegare nel bilancio i rapporti debitori e creditori che passano tra le varie società del gruppo (nella bozza di bilancio sono attualmente indicati anche i conti di tesoreria interna, di natura solo finanziaria, e per importi non simbolici). Inoltre la Consob ha chiesto alla società di indicare nel dettaglio caratteristiche e documentazione sulla cartolarizzazione dei crediti, eseguita nel 2002 con la consulenza, tra gli altri, dell´avvocato Zini. Una circostanza che, quando divenne di dominio pubblico nel gennaio scorso, costò al titolo un forte scivolone in Borsa. Ora la Commissione ha chiesto a Cremonini di mettere tutto sul sito (compresa la Offering circular sui titoli ? tecnicamente Abs ? della Cremonini Sec quotati a Londra, che sarà disponibile su Internet dopo l´approvazione del bilancio). Ma la società, che ha venduto nel corso dell´anno il 33% della controllata Marr (realizzando una ricca plusvalenza che ha aiutato il bilancio ma soprattutto ha fatto scendere il rapporto debito/patrimonio netto, riportandolo poco sotto quota 2) ha dovuto indicare in modo più esaustivo di quanto avesse fatto in un primo momento anche l´operazione in derivati effettuata nell´ambito della gestione finanziaria. In particolare, la società ha realizzato un´operazione di swap sui tassi di interesse per 139 milioni di euro di valore nozionale netto (di cui 129 con la Cofiri sim) trasformando un tasso Euribor in un altro tasso di mercato (il Libor) legato al dollaro. Una scelta che, secondo le dichiarazioni della società, ha portato a risparmi negli anni passati, ma che intanto per il 2003 ha portato ad un accantonamento prudenziale e che, soprattutto, non appare motivata da una copertura legata alle valute, visto che la posizione netta in dollari ? sempre secondo le dichiarazioni del gruppo ? è molto bassa, inferiore a 35 milioni di euro di controvalore. Infine la Consob ha chiesto alla società di esplicitare altre scelte di bilancio, comprese alcune svalutazioni su crediti. |