Pagina 29 - Economia Il vicepresidente degli industriali al governo: servono scelte coraggiose ?La nuova Biagi? Il conto non lo paghino le imprese? Roberto Bagnoli Il sindacato ? finito nel mirino degli imprenditori anche per bocca del presidente di Federmeccanica Massimo Calearo che ha esortato Cgil, Cisl e Uil ad ?avviare subito un confronto ad ampio spettro per la revisione del sistema delle relazioni sindacali?. Il cui futuro ?non sar? roseo? se non si modifica l' ?insoddisfacente assetto attuale?. Da Giovanni Sgambati, segretario Uilm della Campania, una prima valutazione delle parole di Calearo: ?Troppo frettolosa la gestione del contratto ma apprezzabile la conferma del doppio livello?. Pininfarina, anticipando a suo modo quella che sar? la linea del presidente Luca di Montezemolo nella tradizionale assemblea di Confindustria in programma gioved? prossimo, chiede al governo due priorit?: rigenerare l' avanzo primario per destinarlo alla fiscalit? di vantaggio e ridurre i costi di impresa. In dettaglio, anche se si dice convinto che alla fine Prodi non le far? preferendo una generica riduzione della spesa e la solita lotta all' evasione fiscale, il vicepresidente indica alcune scelte ?nette e coraggiose?: destinare il taglio del cuneo solo alla parte contributiva (?cos? non c' ? da litigare col sindacato sulle quote?), aumentare le aliquote contributive degli autonomi, ritoccare l' Iva come ha fatto il cancelliere tedesco Angela Merkel (?ogni punto vale 3,5 miliardi di euro?), e alzare la tassazione sulle rendite finanziarie che al momento in Italia sono inferiori di 8 punti rispetto alla media europea. E ogni punto vale oltre un miliardo. Una visione che ? entrata subito in rotta di collisione con la Confcommercio il cui presidente, Carlo Sangalli, si ? detto dispiaciuto che la ?Confindustria, prima ancora che si apra il tavolo del confronto voglia far pagare ai lavoratori autonomi, con l' aumento dei contributi e dell' Iva, il costo del cuneo?. E' la prima uscita di Pininfarina dopo le contestazioni di Vicenza quando venne accusato da molti elettori berlusconiani di essere un ?comunista?. ?E' vero, sono comunista e juventino?, ha detto ieri scherzando ma quella definizione, a lui imprenditore sabaudo e liberale da sempre, non ? mai andata gi?. E ieri si ? tolto qualche sassolino. Prima sfidando sindacato e governo Prodi a fare scelte coraggiose - ?io non sono comunista, io seguo i numeri? - e poi accusando il precedente esecutivo di Berlusconi di ?non aver controllato la spesa pubblica, facendo perdere al Paese credibilit? in Europa?. ?E questo - ha aggiunto - ? un paradosso incredibile da parte di un governo di destra e liberista?.
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Pininfarina: «Il conto non lo paghino le imprese»
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021