12 novembre 2002
La Cisl darà un giudizio definitivo sulla manovra il prossimo
5 dicembre e poi deciderà cosa fare
Pezzotta: non sono soddisfatto
ROMA «Sono insoddisfatto quando non si
applica un accordo che pensavo positivo».
Così il segretario generale della Cisl,
Savino Pezzotta, ha commentato l'approvazione
del maxiemendamento alla Finanziaria
da parte della Camera dei Deputati.
Un maximendamento che modifica
di fatto il Patto per l'Italia sottoscritto
dalla Cisl e che Pezzotta continua a difedere
strenuamente. Nei giorni scorsi il
segretario della Cisl aveva in particolare
criticato l’estensione del credito d’imposta
alle regioni del Nord.
«Credo - aveva detto - che in una fase
come questa bisognava accentuare l'intervento
sul Mezzogiorno e creare quelle
condizioni di vantaggio per il Sud in una
fase estremamente difficile per quest'area
del paese. Da questo punto di vista la
nostra perplessità. Se vogliamo veramente
un rilancio del paese bisogna investire
nel mezzogiorno, non c'è scampo. E questo
vale anche per il Nord perchè se il
Mezzogiorno cresce, anche il Nord cresce».
Pezzotta aveva poi aggiunto che «non
si dica che non ci sono soldi e poi i soldi
saltano fuori, perchè questo mette poi in
discussione il rapporto fra le parti». Il
leader della Cisl ha riconosciuto che ci
sono aree svantaggiate anche al Nord, ma
ha ricordato comunque che queste hanno
in ogni caso maggiori risorse e una
disoccupazione più bassa rispetto al Mezzogiorno.
«Nessuno vuol penalizzare il Nord -ha
spiegato - però il problema è che noi
abbiamo un 20% di disoccupazione nel
Mezzogiorno contro il 3-4% al nord».
Sarà comunque l'assemblea dei quadri
e dei delegati convocata per il 5 dicembre
prossimo dalla segreteria che si è svolta
ieri in Cisl a dare il giudizio definitivo
sulla Finanziaria e sul rispetto del Patto
per l'Italia.
«Il governo ha introdotto modifiche
e correzioni che non abbiamo ancora visto
- ha proseguito Pezzotta - Faremo
una verifica e una valutazione complessiva
della legge in maniera che prima che la
manovra passi al Senato, si possano mettere
in campo iniziative per modificare
quei punti che non ci convincono».