7 marzo 2003
Iniziativa unitaria di Cgil, Cisl e Uil contro la delega che prevede la decontribuzione per i neoassunti e l’obbligo
del tfr nei fondi
Pensioni, i sindacati preparano la risposta a Maroni
Marco Tedeschi
MILANO Cgil, Cisl e Uil lavoreranno
nei prossimi giorni a un documento
unitario sulle pensioni e chiederanno
un incontro urgente a governo e
commissioni parlamentari. Lo hanno
deciso ad Atene i tre segretari
generali Guglielmo Epifani, Savino
Pezzotta e Luigi Angeletti, nel
corso di un vertice di oltre un'ora, a
margine dei lavori del comitato esecutivo
del Ces. «Abbiamo deciso di
preparare un documento unitario ha
spiegato Ageletti - poi eventualmente
si discuterà di iniziative di
mobilitazione».
Il documento conterrà valutazioni
sulla delega previdenziale attualmente
all’esame del Senato e chiederà modifiche
su due punti sostanziali: la decontribuzione
per i neoassunti e la destinazione
obbligatoria del tfr ai fondi pensione.
Si tratta di due questioni su cui i sindacati
hanno espresso, sia pure separatamente,
forti critiche nei giorni
scorsi. In gioco vi è il futuro stesso
del sistema previdenziale, che rischia
di venire destrutturato dalla
legge delega del governo.
La decontribuzione per i neoassunti
infatti è una misura che trasferisce
ingenti somme di reddito dai
lavoratori alle imprese ed è destinata
a creare problemi di notevole entiutà
economica per gli istituti previdenziali.
Senza contare qualla «frattura
generazionale» a cui porterà la
delega voluta dal governo, che non
solo,metterà rischio le pensioni attualmente
erogate. ma avrà come unico risultato
quello di creare delle generazioni di
pensionati poveri.
Una critica viene da Cgil, Cisl e
Uil anche sul tema della detinazione
obbligatoria del tfr ai fondi pensione.
A parere del segretario generale
della Uil, «la decontribuzione
può essere sostituita da forme di
defiscalizzazione per compensare le
imprese della perdita del tfr maturando
e si potrà prevedere un meccanismo
di silenzio-assenso» da parte
del lavoratore per la destinazione
del trattamento di fine rapporto ai
fondi pensione. Sul silenzio-assenso
è favorevole anche la Cisl.
La Cgil dice no all’obbligatorietà
dell’iscrizione alle forme di previdenza
complementare e all’obbligatorietà
della destinazione del tfr ai fondi
pensione. Va quindi privilegiata la
scelta volontaria del lavoratore.
I tre leader sindacali si sono incontrati
in occasione della riunione
del comitato esecutivo della Ces
(confederazione europea dei sindacati),
l'ultima prima del congresso
di maggio a Praga. Il confronto fra i
tre era nell'aria da diversi giorni e
l'appuntamento di Atene, dopo la
sollecitazione partita a fine febbraio
da Angeletti all'indirizzo di Pezzotta
ed Epifani, ha fatto scoccare il
momento giusto per un faccia a faccia
riservato. E sul tema delle pensioni
nei giorni scorsi Epifani aveva
affermato che c’era bisogno «di
un’iniziativa unitaria dei sindacati».
E Pezzotta aveva parlato di «contatti
unitari in corso».
Il segretario generale della Uil
ha parlato di un «clima buono».
L'incontro, in ogni caso, si è concluso
senza decidere iniziative di mobilitazione.
Una riflessione in proposito
potrà essere svolta, eventualmente,
in un momento successivo.
Il documento unitario sarà predisposto
dai dipartimenti confederali
che si occupano di previdenza.
Dopo aver messo nero su bianco la
posizione unitaria, Cgil, Cisl e Uil
chiederanno un incontro urgente a
governo e commissioni parlamentari
per illustrare le modifiche che i
sindacati chiedono di apportare alla
delega previdenziale.