ECONOMIA ITALIANA - pagina 19 Ordini dell'industria in caduta Fatturato in discesa del 2,3%: è la riduzione più forte dall'inizio del 2004 In difficoltà i beni di consumo VINCENZO CHIERCHIA MILANO • L'Azienda Italia resta in grave affanno, e le lancette dell'orologio di fatturato e ordinativi vanno indietro di quasi un anno e mezzo. A marzo, rileva l'Istat, l'indice del fatturato dell'industria (base 2000= 100) ha accusato una flessione del 2,3% (la più alta da gennaio 2004, e la seconda consecutiva) rispetto allo stesso mese 2004 (3,3% sul mercato interno e + 0,7% sull'estero); rispetto a febbraio è stata rilevata una crescita dell' 1,2% (+ 0,9% sul mercato interno e + 1,2% all'estero). Gli ordinativi hanno accusato un calo tendenziale del 3,6% (6% sul mercato interno, e + 2,1% all'estero), il più consistente dall'inizio dello scorso anno, e il primo dopo quattro mesi di crescita; a livello congiunturale c'è stata una flessione dell' 1,7% ( 1,1% sull'interno e 2,8% sull'estero). Il consuntivo dei primi tre mesi 2005 evidenzia una flessione tendenziale dello 0,2% (1,2% sul mercato interno e + 2,2% sull'estero). Gli ordinativi crescono invece dello 0,7% ( 1,3% in Italia e + 5,1% oltrefrontiera). A livello di macrosettori a marzo ottime le performance del fatturato dell'energia (+ 28,3%), raffica di cadute negli altri comparti ( 5,9% per i beni di consumo il picco più alto). Il fatturato ha registrato gli incrementi maggiori nei settori dell'estrazione di minerali (+ 31,5%) e nelle raffinerie di petrolio (+ 24,1%); le diminuzioni più marcate per tessile abbigliamento ( 12,9%), produzione di mezzi di trasporto ( 11,4%) e di apparecchi elettrici ( 9,2%). L'indice degli ordinativi ha registrato aumenti marcati per mezzi di trasporto (+ 26,9%), carta (+ 2,3%) e chimica (+ 0,2%); in calo tessile abbigliamento ( 21,8%), legno ( 10%) e apparecchi elettrici ( 4,9%). I commenti degli analisti sono improntati alla preoccupazione. Con il calo di marzo il fatturato dell'industria italiana si ritrova ai livelli del 2003, afferma Lucia Lorenzoni, economista di Mps Finance, e ricorda che le stime sul tessile sono da allarme rosso. I sindacati rinnovano la richiesta di interventi urgenti. «La tendenza è chiara, da mesi continuiamo a dire che la situazione della nostra economia è di emergenza. E ora finalmente se ne è accorto anche il Governo, mi fa piacere — dice il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta —. Spero che il Governo faccia interventi per raddrizzare la situazione, senza penalizzare i lavoratori». «Siamo in un periodo di crisi fortemente negativo — aggiunge il leader Cgil, Guglielmo Epifani —. Per questo lamentiamo il ritardo nell'azione del Governo. Non è con un palliativo che possiamo risollevare una situazione che, purtroppo, è causa di un'assenza di interventi in tutti questi quattro anni. Bisogna ridurre l'impatto di questa crisi e oggi, per esempio, non abbiamo un soldo per gli ammortizzatori sociali per tantissimi operai e impiegati che perdono il posto di lavoro. Questa, credo, sia la priorità più importante». |
Ordini dell'industria in caduta
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021