Pagina 23 - Economia e imprese Frontiere del lavoro per il commercio
Qualcosa non funziona come dovrebbe. Confcommercio sostiene che la piattaforma del sindacato è vecchia, guarda solo alle esigenze dei lavoratori occupati e non a quelle delle aziende o di chi un lavoro non ce l'ha o ce l'ha poco. Ma soprattutto c'è una forte richiesta di produttività.Siamo in deflazione dal 2002, afferma Francesco Rivolta, che guida la delegazione di Confcommercio, le aziende hanno bisogno di recuperare produttività, il costo del lavoro troppo alto le porta fuori mercato. Tante le strade da percorrere per avere più flessibilità e più lotta all'essenteismo: dalla settimana lavorativa di sette e non sei giorni, a una diversa normativa per i contratti part time e a termine, alla revisione della norma per cui le aziende pagano i primi tre giorni di malattia. Il sindacato non rifiuta un dialogo anche su questi temi, ma chiede che un negoziato più tradizionale. «Flessibilità - afferma Pierangelo Raineri, segretario della Fisascat Cisl -ne hanno già quanta gliene serve. Abbiamo concesso molto, il recupero di produttività è già avvenuto. Confcommercio vorrebbe mano libera, ma la flessibilitàdeve essere sempre contrattata, perché tener conto delle necessità delle imprese, ma anche delle esigenze dei lavoratori. Per questo diciamo che si deve tornare al tavolo della trattative e discutere delle richieste del sindacato». Il punto, sottolinea Raineri, è che la struttura contrattuale non garantisce un adeguato confronto. Confcommercio preme per avere un ruolo istituzionale più dinamico, il sindacato chiede negoziati anche al secondo livello. Tutti vogliono norme chiare, precise, su cui non si creeino equivoci. |
Nodo produttività per il commercio
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021