sabato 7 giugno 2003
La Regione Lombardia modificherà la legge.
Negozi aperti per 60 giorni invece di 30
Moda in crisi, saldi più lunghi
MILANO Crisi. Crisi feroce anche per la moda. Soprattutto a Milano
che ne è la capitale. I negozi del famoso «quadrilatero», il quartiere
che si snoda intorno a via Montenapoleone, sono vuoti.
Ed è per questo che i commercianti, in cerca di un palliativo, da
tempo hanno chiesto di anticipare e allungare i saldi. Una richiesta
che è stata soddisfatta dall’assessore regionale Mario Scotti che si è
impegnato, con Confcommercio e Confesercenti, a garantire che le
svendite in Lombardia potranno iniziare il primo sabato di luglio
anzichè il secondo e che il consiglio regionale, la prossima settimana,
modificherà la legge prolungando i saldi per 60 giorni (invece degli
attuali 30).
Nella provincia di Milano – secondo una ricerca della Confesercenti
- il calo di vendite di abbigliamento e calzature si attesta su una
media del 30%. Ma ci sono cifre anche più pessimiste: c’è chi parla
di -50% per l’alta gamma. Una cosa è certa, girando per i negozi delle
grandi griffe colpisce il vuoto: niente giapponesi, in generale pochi
turisti dello shopping, commessi gentilissimi e nullafacenti.
Ma la questione non riguarda solo il centro cittadino e le boutique
del superlusso: la crisi delle vendite si estende nelle grandi arterie
commerciali di Milano e della provincia.
«In questa situazione a pagare sono tutti, i grandi e i piccoli
della moda, i produttori e i commercianti» spiega Renato Borghi,
presidente della Federmoda e vice-presidente dell’Unione regionale
del commercio.
«Vorrei poter spezzare la spirale di pessimismo, ma sarebbe solo
ottimismo della volontà, anche perché il contesto internazionale è tutto
nella stessa situazione se non in una peggiore» dice ancora Borghi
ricordando che, per ritrovare una crisi analoga, bisogna andare indietro
di dieci anni.»