Mediolanum rinvia la riforma del Tfr Chiaro che per il ministro leghista la battaglia sulla previdenza complementare è un vessillo importante, soprattutto se si torna al sistema proporzionale. Che Maroni esca vincitore o sconfitto in questa materia a questo punto è indifferente: l’importante è poter lanciare slogan al popolo nordista. Per questo il ministro si premura di informare la stampa anche di una sua (quasi certa) sconfitta, visto che anche nel preconsiglio dell’altroieri pare ci siano stati inviti espliciti a soprassedere. Poi l’uscita pubblica di Berlusconi: il quale è abituato ad annunci e retromarce continue. Il tutto sulle spalle dei lavoratori, soprattutto i più giovani che riceveranno un assegno previdenziale pari al 30% del reddito da lavoro. Più si rinvia la possibilità di ottenere un’altra fonte di reddito, più aumenta il rischio povertà. Quello della previdenza complementare sembra lo stesso destino della riforma del risparmio: quando sono in ballo i poteri forti non c’è patto che tenga. «Berlusconi è ostaggio del conflitto di interessi - dichiara Giovanni Battafarano, ds - Maroni lo costringa ad uscire allo scoperto». «Siamo noi a chiedere spiegazioni al governo della mancata calendarizzazione della riforma del tfr - aggiunge Rosy Bindi (Margherita) - Basta con questo meschino gioco delle parti». |
Mediolanum rinvia la riforma del Tfr
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021